Il volume si propone di presentare l'intero percorso del pensiero heideggeriano, non limitandosi ad una mera esposizione, ma individuando i punti critici salienti nei quali si possono vedere le "scelte" o opzioni teoriche che Heidegger ha compiuto rispetto alla tradizione filosofica occidentale, sebbene esse siano poi state presentate da lui (e spesso coltivate dagli interpreti) come un vero e proprio "destino" del pensiero. Questo libro vuole invece riaprire e mettere criticamente in questione le suddette scelte di Heidegger, vale a dire la sua decisione di vedere alcuni fenomeni (dell'esistenza e della storia), trascurandone altri, o la sua scelta riguardo alla percorribilità o impercorribilità di certe strade. Questa chiave di lettura permette di contestualizzare e di problematizzare questo pensiero più liberamente rispetto alle facili riduzioni di coloro che pensano di dover essere devotamente heideggeriani per poter capire Heidegger o di coloro che pensano di dover essere fieramente anti-heideggeriani per poterlo mettere criticamente in questione. La strada presa da questo libro è quella, più sobria, di trattare Heidegger come un campo di ricerca "storica", di comprendere i fattori genetici, contestuali ed evolutivi della sua opera, nella convinzione che si debba attraversare (e magari anche oltrepassare) la sua filosofia per comprendere maggiormente i problemi e le sfide del nostro tempo, segnato dal nichilismo e dal dominio della tecnica. La portata decisiva della presenza di Heidegger nella filosofia tra il XX e il XXI secolo emerge proprio riaprendo tutto il dossier delle sue domande, nei loro contesti determinati e nel loro sviluppo effettivo, non considerandole cioè come formule standard del pensiero contemporaneo (come pure rischia tante volte la scolastica heideggeriana o l'opposizione anti-heideggeriana), ma cercando di capire e valutare in maniera più "oggettiva" e spassionata le pretesa della sua ermeneutica. Questo spiega l’attenzione particolare che in questo volume è stata prestata – all'interno di una ricostruzione più complessiva – alla genesi e alla prima formazione del pensiero heideggeriano, e nello specifico, oltre al confronto con la fenomenologia husserliana, la sua lettura del cristianesimo delle origini (soprattutto Paolo e Agostino) e la sua assimilazione della "Fisica" di Aristotele. Anche le diverse interpretazioni dei momenti fondamentali della storia del pensiero metafisico proposte da Heidegger non vengono presentate come posizioni stereotipate, ma ricostruite come tappe di un lavoro serrato di attraversamento e ripensamento dei concetti e delle categorie fondamentali del pensiero filosofico, e quindi più come ipotesi da verificare criticamente che come filosofemi da ripetere. In definitiva, se Heidegger può essere compreso e valutato al meglio attraverso un lavoro di "storicizzazione" delle sue opzioni speculative, è soprattutto nella sua opera di scavo e di ripensamento della storia della filosofia il lascito più fecondo del suo pensiero rispetto al nostro tempo.

Heidegger / Esposito, Costantino. - 1(2013), pp. 5-242.

Heidegger

ESPOSITO, Costantino
2013

Abstract

Il volume si propone di presentare l'intero percorso del pensiero heideggeriano, non limitandosi ad una mera esposizione, ma individuando i punti critici salienti nei quali si possono vedere le "scelte" o opzioni teoriche che Heidegger ha compiuto rispetto alla tradizione filosofica occidentale, sebbene esse siano poi state presentate da lui (e spesso coltivate dagli interpreti) come un vero e proprio "destino" del pensiero. Questo libro vuole invece riaprire e mettere criticamente in questione le suddette scelte di Heidegger, vale a dire la sua decisione di vedere alcuni fenomeni (dell'esistenza e della storia), trascurandone altri, o la sua scelta riguardo alla percorribilità o impercorribilità di certe strade. Questa chiave di lettura permette di contestualizzare e di problematizzare questo pensiero più liberamente rispetto alle facili riduzioni di coloro che pensano di dover essere devotamente heideggeriani per poter capire Heidegger o di coloro che pensano di dover essere fieramente anti-heideggeriani per poterlo mettere criticamente in questione. La strada presa da questo libro è quella, più sobria, di trattare Heidegger come un campo di ricerca "storica", di comprendere i fattori genetici, contestuali ed evolutivi della sua opera, nella convinzione che si debba attraversare (e magari anche oltrepassare) la sua filosofia per comprendere maggiormente i problemi e le sfide del nostro tempo, segnato dal nichilismo e dal dominio della tecnica. La portata decisiva della presenza di Heidegger nella filosofia tra il XX e il XXI secolo emerge proprio riaprendo tutto il dossier delle sue domande, nei loro contesti determinati e nel loro sviluppo effettivo, non considerandole cioè come formule standard del pensiero contemporaneo (come pure rischia tante volte la scolastica heideggeriana o l'opposizione anti-heideggeriana), ma cercando di capire e valutare in maniera più "oggettiva" e spassionata le pretesa della sua ermeneutica. Questo spiega l’attenzione particolare che in questo volume è stata prestata – all'interno di una ricostruzione più complessiva – alla genesi e alla prima formazione del pensiero heideggeriano, e nello specifico, oltre al confronto con la fenomenologia husserliana, la sua lettura del cristianesimo delle origini (soprattutto Paolo e Agostino) e la sua assimilazione della "Fisica" di Aristotele. Anche le diverse interpretazioni dei momenti fondamentali della storia del pensiero metafisico proposte da Heidegger non vengono presentate come posizioni stereotipate, ma ricostruite come tappe di un lavoro serrato di attraversamento e ripensamento dei concetti e delle categorie fondamentali del pensiero filosofico, e quindi più come ipotesi da verificare criticamente che come filosofemi da ripetere. In definitiva, se Heidegger può essere compreso e valutato al meglio attraverso un lavoro di "storicizzazione" delle sue opzioni speculative, è soprattutto nella sua opera di scavo e di ripensamento della storia della filosofia il lascito più fecondo del suo pensiero rispetto al nostro tempo.
978-88-15-24467-3
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