INTRODUZIONE: Il termine “disfunzione renale” è ormai entrato nell’uso comune in ambito cardiologico, includendo forme differenti di compromissione della funzione renale, comunque inquadrabili nell’ambito del danno renale acuto (Acute Kidney Injury, AKI) o della malattia renale cronica (Chronic Kidney Disease, CKD). Tuttavia, la valutazione della funzione renale nello scompenso cardiaco – soprattutto in fase acuta – non è sempre agevole, ed è resa più complessa per limiti metodologici ed interpretativi connessi agli indici utilizzati. METODI: Alla luce della letteratura più recente sull’argomento, in questa rassegna vengono analizzati gli indici di funzione renale impiegati nella routine clinica, ed i criteri di classificazione delle alterazioni della funzione renale applicati ai pazienti con scompenso cardiaco in fase acuta; in particolare, vengono illustrati e discussi i principali aspetti epidemiologici, i limiti metodologici e la corretta interpretazione di tali indici. RISULTATI: Indipendentemente dai criteri utilizzati per la sua definizione, una disfunzione renale è di frequente riscontro nei pazienti con insufficienza cardiaca, in particolare in fase di scompenso acuto, comportando importanti conseguenze negative sulla prognosi dei pazienti e condizionando significativamente anche l’approccio terapeutico. L’utilizzazione degli indici di funzionalità renale non sempre tiene nella dovuta considerazione caratteristiche cinetiche e limiti metodologici intrinseci di essi. I nuovi markers proposti (biomarkers) hanno un significato differente (danno cellulare) rispetto ai classici indici funzionali. Il loro ruolo nella valutazione nefrologica dello scompenso in fase acuta rimane da definire. CONCLUSIONI: In corso di insufficienza cardiaca in fase di scompenso acuto la corretta definizione della funzione renale sulla base degli indici attualmente disponibili nella pratica clinica costituisce una componente fondamentale della valutazione epidemiologica e prognostica dei pazienti in tale contesto clinico, oltre che un presupposto irrinunciabile dell’approccio terapeutico. Ulteriori studi sono necessari prima di un impiego più estensivo dei nuovi biomarkers di danno renale in questo contesto clinico.

Disfunzione renale nello scompenso cardiaco

Castellano G;GESUALDO, Loreto;
2013

Abstract

INTRODUZIONE: Il termine “disfunzione renale” è ormai entrato nell’uso comune in ambito cardiologico, includendo forme differenti di compromissione della funzione renale, comunque inquadrabili nell’ambito del danno renale acuto (Acute Kidney Injury, AKI) o della malattia renale cronica (Chronic Kidney Disease, CKD). Tuttavia, la valutazione della funzione renale nello scompenso cardiaco – soprattutto in fase acuta – non è sempre agevole, ed è resa più complessa per limiti metodologici ed interpretativi connessi agli indici utilizzati. METODI: Alla luce della letteratura più recente sull’argomento, in questa rassegna vengono analizzati gli indici di funzione renale impiegati nella routine clinica, ed i criteri di classificazione delle alterazioni della funzione renale applicati ai pazienti con scompenso cardiaco in fase acuta; in particolare, vengono illustrati e discussi i principali aspetti epidemiologici, i limiti metodologici e la corretta interpretazione di tali indici. RISULTATI: Indipendentemente dai criteri utilizzati per la sua definizione, una disfunzione renale è di frequente riscontro nei pazienti con insufficienza cardiaca, in particolare in fase di scompenso acuto, comportando importanti conseguenze negative sulla prognosi dei pazienti e condizionando significativamente anche l’approccio terapeutico. L’utilizzazione degli indici di funzionalità renale non sempre tiene nella dovuta considerazione caratteristiche cinetiche e limiti metodologici intrinseci di essi. I nuovi markers proposti (biomarkers) hanno un significato differente (danno cellulare) rispetto ai classici indici funzionali. Il loro ruolo nella valutazione nefrologica dello scompenso in fase acuta rimane da definire. CONCLUSIONI: In corso di insufficienza cardiaca in fase di scompenso acuto la corretta definizione della funzione renale sulla base degli indici attualmente disponibili nella pratica clinica costituisce una componente fondamentale della valutazione epidemiologica e prognostica dei pazienti in tale contesto clinico, oltre che un presupposto irrinunciabile dell’approccio terapeutico. Ulteriori studi sono necessari prima di un impiego più estensivo dei nuovi biomarkers di danno renale in questo contesto clinico.
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