Negli ultimi anni, sulla spinta delle Istituzioni europee e del Legislatore nazionale, le imprese private hanno avviato politiche di trasparenza delle informazioni ambientali al fine di offrire ai consumatori informazioni affidabili sul livello di prestazione ambientale dei prodotti e la relativa cd. impronta ecologica. La divulgazione di informazioni ambientali, infatti, costituisce un importante elemento per la rendicontabilità e può contribuire ad accrescere la fiducia del pubblico nelle imprese. La divulgazione di informazioni ambientali può avvenire a condizione che l’impresa si doti di un sistema contabile “verde”, capace di raccogliere, organizzare e comunicare informazioni e dati ambientali. Si tratta, dunque, di un complesso sistema di analisi e misurazioni in termini fisici ed economici organizzato al fine di valutare l’impatto ambientale e l’efficienza delle attività gestionali per la tutela e protezione dell’ecosistema. La contabilità ambientale, dunque, integra la contabilità economico-patrimoniale tipica delle aziende per determinare l’impatto ambientale e fornire un valido strumento informativo non solo per il management ma anche per tutti gli stakeholders. Prendendo le mosse da un’attenta analisi dei cicli produttivi è possibile costruire degli “ecostudi di settore” attraverso i quali determinare l’impatto ambientale presumibile dell’impresa e commisurare la relativa tassazione ambientale. E' possibile, attraverso analisi ambientali, economiche e merceologiche, stimare l’impatto sull’ecosistema di un’attività produttiva e determinarne il livello di tassazione presunto. Tali studi sono utili non solo al Fisco ma anche all’imprenditore consentendogli di misurare, per fini gestionali interni, il livello oggettivo della propria efficienza ambientale in rapporto alle imprese similari. Il pelago dei tributi ambientali potrebbe essere sicuramente semplificato attraverso la creazione di un unico tributo ambientale che colpisca l’impatto ambientale dell’attività economica sulla base degli ecostudi di settore e sulle risultanze del bilancio ambientale

Dai tributi ambientali agli “ecostudi di settore”. Una soluzione possibile?

Claudio Sciancalepore
2020-01-01

Abstract

Negli ultimi anni, sulla spinta delle Istituzioni europee e del Legislatore nazionale, le imprese private hanno avviato politiche di trasparenza delle informazioni ambientali al fine di offrire ai consumatori informazioni affidabili sul livello di prestazione ambientale dei prodotti e la relativa cd. impronta ecologica. La divulgazione di informazioni ambientali, infatti, costituisce un importante elemento per la rendicontabilità e può contribuire ad accrescere la fiducia del pubblico nelle imprese. La divulgazione di informazioni ambientali può avvenire a condizione che l’impresa si doti di un sistema contabile “verde”, capace di raccogliere, organizzare e comunicare informazioni e dati ambientali. Si tratta, dunque, di un complesso sistema di analisi e misurazioni in termini fisici ed economici organizzato al fine di valutare l’impatto ambientale e l’efficienza delle attività gestionali per la tutela e protezione dell’ecosistema. La contabilità ambientale, dunque, integra la contabilità economico-patrimoniale tipica delle aziende per determinare l’impatto ambientale e fornire un valido strumento informativo non solo per il management ma anche per tutti gli stakeholders. Prendendo le mosse da un’attenta analisi dei cicli produttivi è possibile costruire degli “ecostudi di settore” attraverso i quali determinare l’impatto ambientale presumibile dell’impresa e commisurare la relativa tassazione ambientale. E' possibile, attraverso analisi ambientali, economiche e merceologiche, stimare l’impatto sull’ecosistema di un’attività produttiva e determinarne il livello di tassazione presunto. Tali studi sono utili non solo al Fisco ma anche all’imprenditore consentendogli di misurare, per fini gestionali interni, il livello oggettivo della propria efficienza ambientale in rapporto alle imprese similari. Il pelago dei tributi ambientali potrebbe essere sicuramente semplificato attraverso la creazione di un unico tributo ambientale che colpisca l’impatto ambientale dell’attività economica sulla base degli ecostudi di settore e sulle risultanze del bilancio ambientale
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