In un territorio corrispondente pressoché alle attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto, pur in difformità di posizioni, soci ragguardevoli della «Società d’Agricoltura» di Terra d’Otranto erano pronti a tesaurizzare le acquisizioni dell’ultimo Settecento per lanciare nuove sfide, su sollecitazione del re di Napoli G. Murat. In quel consesso, l’arcivescovo brindisino A. De Leo (1739-1814) si concentrò su proposte di sviluppo economico per l’ampliamento del porto di Brindisi, per il commercio marittimo, per bonifiche e piani d’esenzione fiscale. A Lecce si muoveva il vicario vescovile G.M. Giovene (1753-1837), in stretto contatto con C. Moschettini, O.G. Costa e altri possidenti e ricercatori. In tale contesto si confermò la significativa figura del barone F.B. Cicala (1765-1815) con Gli Sciolti (1810) per la solenne inaugurazione della «Società d’Agricoltura». Di ascendenza classicista, in endecasillabi privi di rima sul modello di G. Parini, il componimento del Cicala respirava un pensiero moderno, in riflessione fisiocratica e riformatrice, fra il diffuso magistero di A. Genovesi e lo spirito di emulazione con le innovazioni francesi.

In an almost corresponding territory to the current provinces of Lecce, Brindisi and Taranto, despite the differences in the positions, notable members of the «Agricultural Society» were ready to hoard the acquisitions of the Enlightenment in order to launch new challenges, under the directive of the king of Naples G. Murat. In that assembly the Archbishop of Brindisi A. De Leo (1739-1814) focused on economic proposals which were about the port of Brindisi, the maritime trade, the remediation works. In Lecce the bishop’s vicar G.M. Giovene (1753-1837) was in close contact with C. Moschettini, with O.G. Costa and with other owners and researchers. In this context, the figure of F.B. Cicala (1765-1815) was confirmed with the Sciolti (1810), a significant work composed for the solemn inauguration of the «Agricultural Society». Cicala’s composition followed a classicist ancestry, with rhymes-free hendecasyllabic verses on the model of Parini, according to a physiocratic reflection. Cicala proposed a synthesis between the widespread magisterium of A. Genovesi and the spirit of emulation of the Southern intellectuals with the French innovative references.

«Astro avvivatore» (1810). F.B. Cicala e la Società Agraria di Terra d’Otranto, tra storia e mito, in AA.VV., Dal riformismo carolino alle riforme di età napoleonica, (Bari, Brindisi, Lecce, Lucera,16-19 aprile 2019), a cura di Pasquale Corsi, Bari, Società di Storia Patria per la Puglia, 2020, pp. 75-112: ISBN 978-88-9885-106-5

Filieri Emilio;
2020

Abstract

In an almost corresponding territory to the current provinces of Lecce, Brindisi and Taranto, despite the differences in the positions, notable members of the «Agricultural Society» were ready to hoard the acquisitions of the Enlightenment in order to launch new challenges, under the directive of the king of Naples G. Murat. In that assembly the Archbishop of Brindisi A. De Leo (1739-1814) focused on economic proposals which were about the port of Brindisi, the maritime trade, the remediation works. In Lecce the bishop’s vicar G.M. Giovene (1753-1837) was in close contact with C. Moschettini, with O.G. Costa and with other owners and researchers. In this context, the figure of F.B. Cicala (1765-1815) was confirmed with the Sciolti (1810), a significant work composed for the solemn inauguration of the «Agricultural Society». Cicala’s composition followed a classicist ancestry, with rhymes-free hendecasyllabic verses on the model of Parini, according to a physiocratic reflection. Cicala proposed a synthesis between the widespread magisterium of A. Genovesi and the spirit of emulation of the Southern intellectuals with the French innovative references.
978-88-9885-106-5
In un territorio corrispondente pressoché alle attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto, pur in difformità di posizioni, soci ragguardevoli della «Società d’Agricoltura» di Terra d’Otranto erano pronti a tesaurizzare le acquisizioni dell’ultimo Settecento per lanciare nuove sfide, su sollecitazione del re di Napoli G. Murat. In quel consesso, l’arcivescovo brindisino A. De Leo (1739-1814) si concentrò su proposte di sviluppo economico per l’ampliamento del porto di Brindisi, per il commercio marittimo, per bonifiche e piani d’esenzione fiscale. A Lecce si muoveva il vicario vescovile G.M. Giovene (1753-1837), in stretto contatto con C. Moschettini, O.G. Costa e altri possidenti e ricercatori. In tale contesto si confermò la significativa figura del barone F.B. Cicala (1765-1815) con Gli Sciolti (1810) per la solenne inaugurazione della «Società d’Agricoltura». Di ascendenza classicista, in endecasillabi privi di rima sul modello di G. Parini, il componimento del Cicala respirava un pensiero moderno, in riflessione fisiocratica e riformatrice, fra il diffuso magistero di A. Genovesi e lo spirito di emulazione con le innovazioni francesi.
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