Il saggio intende misurare quanto il gesto derridiano di smarcarsi dalla metafisica classica, attraverso la differance, sia debitore del’interrogazione heideggeriana. Nel farlo si è scelto di seguire le tracce di tale eredità infedele, tra continuità e smarcamenti, dapprima in lemmi chiave del lessico derridiano: decostruzione, differenza e margine, per poi circoscrivere il confronto a tre temi e luoghi paradigmatici. Il primo è la differenza sessuale, inserita attraverso la figura della donna verità in un quadro, di chiara ispirazione heideggeriana, di critica dell’idea di verità come dominio e appropriazione. Il secondo riguarda le tracce heideggeriane nell’itinerario grammatologico, sia nel carattere differenziale del segno scritto, sia nel ruolo della mano nella sua articolazione. L’ultimo luogo riguarda infine lo spazio differenziale tra linguaggio poetico e filosofico, delineato da Derrida situandosi tra Heidegger e Trakl. Differenze tra differenze che rimandano alla vera sfida heideggeriana ereditata da Derrida, puntare, a partire da lui e oltre, ad un pensiero differenziale dell’altrove, dell’assolutamente altro.

The essay intends to value how the gesture of Derrida of getting away from classical metaphysic tank to the differance, is related to the Heideggerian way to interrogate philophical tradition . By doing this, we chose to follow the traces of this unfaithful inheritance made of continuity and breaks, firstly in key-words of the Derridian lexicon (deconstruction, difference and margin), and then by circumscribing the comparison to three paradigmatic topics and places. The first one is sexual difference, included through the figure of the truth-woman in a framework, inspirited by Heidegger, specially to criticize idea of truth as domination and appropriation. The second one concerns the Heideggerian traces in the grammatological itinerary, both in the differential character of the written sign, and in the role of the hand in its articulation. Finally, the last place concerns the differential space between poetic and philosophical language, emphasized by Derrida, with differential interrogationbetween Heidegger and Trakl. Differences among differences which refer to the real Heiddegerian challenge inherited by Derrida, starting from him and beyond: to focus on a differential thought of the elsewhere, of the absolutely other.

Sulle tracce della differenza. Tre luoghi heideggeriani in Derrida

Guido Bianchini
;
2020-01-01

Abstract

The essay intends to value how the gesture of Derrida of getting away from classical metaphysic tank to the differance, is related to the Heideggerian way to interrogate philophical tradition . By doing this, we chose to follow the traces of this unfaithful inheritance made of continuity and breaks, firstly in key-words of the Derridian lexicon (deconstruction, difference and margin), and then by circumscribing the comparison to three paradigmatic topics and places. The first one is sexual difference, included through the figure of the truth-woman in a framework, inspirited by Heidegger, specially to criticize idea of truth as domination and appropriation. The second one concerns the Heideggerian traces in the grammatological itinerary, both in the differential character of the written sign, and in the role of the hand in its articulation. Finally, the last place concerns the differential space between poetic and philosophical language, emphasized by Derrida, with differential interrogationbetween Heidegger and Trakl. Differences among differences which refer to the real Heiddegerian challenge inherited by Derrida, starting from him and beyond: to focus on a differential thought of the elsewhere, of the absolutely other.
Il saggio intende misurare quanto il gesto derridiano di smarcarsi dalla metafisica classica, attraverso la differance, sia debitore del’interrogazione heideggeriana. Nel farlo si è scelto di seguire le tracce di tale eredità infedele, tra continuità e smarcamenti, dapprima in lemmi chiave del lessico derridiano: decostruzione, differenza e margine, per poi circoscrivere il confronto a tre temi e luoghi paradigmatici. Il primo è la differenza sessuale, inserita attraverso la figura della donna verità in un quadro, di chiara ispirazione heideggeriana, di critica dell’idea di verità come dominio e appropriazione. Il secondo riguarda le tracce heideggeriane nell’itinerario grammatologico, sia nel carattere differenziale del segno scritto, sia nel ruolo della mano nella sua articolazione. L’ultimo luogo riguarda infine lo spazio differenziale tra linguaggio poetico e filosofico, delineato da Derrida situandosi tra Heidegger e Trakl. Differenze tra differenze che rimandano alla vera sfida heideggeriana ereditata da Derrida, puntare, a partire da lui e oltre, ad un pensiero differenziale dell’altrove, dell’assolutamente altro.
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