La basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina è una fondazione legata alla famiglia Orsini del Balzo: Raimondello, secondogenito di Niccolò Orsini, fu designato alla successione della contea di Soleto dallo zio materno suo omonimo (che al cognome dei conti di Nola aveva giustapposto quello dei del Balzo). Costui fu Gonfaloniere della Chiesa dal 1381, conte di Soleto dall’anno successivo, conte di Lecce dal 1385, quando convolò a nozze con Maria d’Enghien e, infine, principe di Taranto dal 1399. A quella data la basilica galatinese doveva essere edificata quasi del tutto se papa Urbano VI (1378-1389), con la bolla Sacrae Vestrae del 25 marzo 1385 la consegnava al Ministro Provinciale dei Frati Minori di Calabria. Alla semplicità delle architetture dei conventi riformati (generalmente quadrati, rinserrati intorno al chiostrino porticato, su cui si apre la porteria e le officine conventuali, il refettorio, e al piano superiore la Biblioteca) corrisponde la semplicità di vita, ma non di impegno religioso dei frati, tutti tesi ad una interpretazione più ascetica della regola del fondatore dell’Ordine francescano, e in piena osservanza delle regole tridentine. E in quest’ottica come «Biblia pauperum» prescritta dalla trattatistica controriformata si devono intendere tutti gli affreschi che decorano i chiostri dei conventi, debitamente illustrati da didascalie e cartigli con i nomi, siano essi cicli di Martirologie e Beatificazioni, di Vite di san Francesco o di sant’Antonio, di storie di beati e santi francescani.

La Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina

D. Pasculli
;
2019-01-01

Abstract

La basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina è una fondazione legata alla famiglia Orsini del Balzo: Raimondello, secondogenito di Niccolò Orsini, fu designato alla successione della contea di Soleto dallo zio materno suo omonimo (che al cognome dei conti di Nola aveva giustapposto quello dei del Balzo). Costui fu Gonfaloniere della Chiesa dal 1381, conte di Soleto dall’anno successivo, conte di Lecce dal 1385, quando convolò a nozze con Maria d’Enghien e, infine, principe di Taranto dal 1399. A quella data la basilica galatinese doveva essere edificata quasi del tutto se papa Urbano VI (1378-1389), con la bolla Sacrae Vestrae del 25 marzo 1385 la consegnava al Ministro Provinciale dei Frati Minori di Calabria. Alla semplicità delle architetture dei conventi riformati (generalmente quadrati, rinserrati intorno al chiostrino porticato, su cui si apre la porteria e le officine conventuali, il refettorio, e al piano superiore la Biblioteca) corrisponde la semplicità di vita, ma non di impegno religioso dei frati, tutti tesi ad una interpretazione più ascetica della regola del fondatore dell’Ordine francescano, e in piena osservanza delle regole tridentine. E in quest’ottica come «Biblia pauperum» prescritta dalla trattatistica controriformata si devono intendere tutti gli affreschi che decorano i chiostri dei conventi, debitamente illustrati da didascalie e cartigli con i nomi, siano essi cicli di Martirologie e Beatificazioni, di Vite di san Francesco o di sant’Antonio, di storie di beati e santi francescani.
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