In Francia, l’analisi di due semplici indicatori (la percentuale dei dirigenti e quella degli impiegati-operai tra i laureati in età 25-54 anni) effettuata a livello di arrondissements (raggruppamenti composti da 330 unità territoriali) mostra l’esistenza di una relazione tra l'aumento della percentuale di laureati tra la popolazione attiva e la crescente difficoltà che i medesimi incontrano nell’accesso al ruolo di dirigenti. La stessa metodologia adattata alle 110 province italiane rileva che tali evidenze si rinvengono anche in Italia. Tuttavia, nel contesto italiano, l'importanza delle migrazioni interne nella direttrice sud-nord evidenzia l'elevata sensibilità dei due indicatori utilizzati rispetto alla mobilità territoriale. I risultati non possono essere dunque correttamente interpretati senza ricorrere ad un'analisi demografica che valuti gli effetti di selezione indotti dalle migrazioni. Di fatto, l’analisi comparativa tra Italia e Francia, pur evidenziando i limiti di questi indicatori, non indebolisce i risultati osservati per la Francia, ma al contrario li rafforza.

Discussion démographique d’une mesure des inégalités territoriales d’accès des diplômés du supérieur aux emplois de cadres en France et en Italie

Carella, Maria;Pace, Roberta
2019

Abstract

In Francia, l’analisi di due semplici indicatori (la percentuale dei dirigenti e quella degli impiegati-operai tra i laureati in età 25-54 anni) effettuata a livello di arrondissements (raggruppamenti composti da 330 unità territoriali) mostra l’esistenza di una relazione tra l'aumento della percentuale di laureati tra la popolazione attiva e la crescente difficoltà che i medesimi incontrano nell’accesso al ruolo di dirigenti. La stessa metodologia adattata alle 110 province italiane rileva che tali evidenze si rinvengono anche in Italia. Tuttavia, nel contesto italiano, l'importanza delle migrazioni interne nella direttrice sud-nord evidenzia l'elevata sensibilità dei due indicatori utilizzati rispetto alla mobilità territoriale. I risultati non possono essere dunque correttamente interpretati senza ricorrere ad un'analisi demografica che valuti gli effetti di selezione indotti dalle migrazioni. Di fatto, l’analisi comparativa tra Italia e Francia, pur evidenziando i limiti di questi indicatori, non indebolisce i risultati osservati per la Francia, ma al contrario li rafforza.
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