Il presente volume Da Nicolantonio Brudaglio a Francesco Paolo Antolini. La scultura in Puglia nel Settecento si propone di prendere in esame la produzione della bottega pugliese di Nicolantonio Brudaglio attraverso studi monografici che si sono già occupati delle opere dello scultore o di una nuova elaborazione per fornire un corpus aggiornato delle opere: a partire da chi scrive, l’indagine effettuata prende in esame i ‘manichini vestiti’ di Nicolantonio, un genere artistico che trova ampia fortuna nei riti processionali delle confraternite e che consente di operare confronti con quelli prodotti dallo stesso Colombo, già artefice di manichini vestiti di grande livello. Un altro saggio (Di Liddo) propone una Immacolata di Gravina in Puglia che rivela affinità stilistiche con le Immacolate di Giacomo Colombo. Mimma Pasculli propone lo studio del busto di San Sabino (1755) che ricorda i fortunati modelli realizzati da Giacomo Colombo, come il San Pietro Apostolo nella chiesa madre di S. Pietro al Tanagro (1713). Alle opere di Nicolantonio si aggiungono quelle dei suoi allievi: a partire dall’erede della sua bottega, il figlio Riccardo, della cui produzione si ricorda un San Trifone di Adelfia, già segnalato da Filippo Aruanno e qui reso noto, con la pubblicazione della foto e della data incisa 1783, nel saggio di Marianna Saccente, che inoltre ci segnala una nuova attribuzione a Riccardo Brudaglio, un San Giuseppe nella chiesa di Palo del Colle. Resta ancora una figura tutta da indagare Domenico Brudaglio, pubblicato per la prima volta da Mimma Pasculli come autore della Madonna di Loreto a Trinitapoli, su segnalazione tramandata dallo storico Vincitorio (1898). Da Nicolantonio Brudaglio si passa a prendere in esame la produzione di Francesco Paolo Antolini (1721-1782). Antonella Simonetti segnala il San Rocco della chiesa matrice di Noci, mostrando evidenti suggestioni stilistiche da Nicolantonio Brudaglio; a seguire Tommaso Galiani ricostruisce la vicenda dei patroni di Alberobello e in particolare analizza il San Cosma, opera firmata da Francesco Paolo Antolini e datata 1782. A chiudere il volume un primo studio monografico sullo scultore Francesco Paolo Antolini (1721-1782), già velocemente segnalato da Riccardo Antolini come possibile collaboratore di Nicolantonio Brudaglio (1703-1784). Emilio Mastropasqua ricostruisce, attraverso nuove indagini di archivio presso l’Archivio di stato di Napoli e l’Archivio di Stato di Trani, le relazioni di parentela dello scultore.

La statua di San Sabino di Nicolantonio Brudaglio e la confraternita dell’Immacolata di Andria

D. Pasculli
2018

Abstract

Il presente volume Da Nicolantonio Brudaglio a Francesco Paolo Antolini. La scultura in Puglia nel Settecento si propone di prendere in esame la produzione della bottega pugliese di Nicolantonio Brudaglio attraverso studi monografici che si sono già occupati delle opere dello scultore o di una nuova elaborazione per fornire un corpus aggiornato delle opere: a partire da chi scrive, l’indagine effettuata prende in esame i ‘manichini vestiti’ di Nicolantonio, un genere artistico che trova ampia fortuna nei riti processionali delle confraternite e che consente di operare confronti con quelli prodotti dallo stesso Colombo, già artefice di manichini vestiti di grande livello. Un altro saggio (Di Liddo) propone una Immacolata di Gravina in Puglia che rivela affinità stilistiche con le Immacolate di Giacomo Colombo. Mimma Pasculli propone lo studio del busto di San Sabino (1755) che ricorda i fortunati modelli realizzati da Giacomo Colombo, come il San Pietro Apostolo nella chiesa madre di S. Pietro al Tanagro (1713). Alle opere di Nicolantonio si aggiungono quelle dei suoi allievi: a partire dall’erede della sua bottega, il figlio Riccardo, della cui produzione si ricorda un San Trifone di Adelfia, già segnalato da Filippo Aruanno e qui reso noto, con la pubblicazione della foto e della data incisa 1783, nel saggio di Marianna Saccente, che inoltre ci segnala una nuova attribuzione a Riccardo Brudaglio, un San Giuseppe nella chiesa di Palo del Colle. Resta ancora una figura tutta da indagare Domenico Brudaglio, pubblicato per la prima volta da Mimma Pasculli come autore della Madonna di Loreto a Trinitapoli, su segnalazione tramandata dallo storico Vincitorio (1898). Da Nicolantonio Brudaglio si passa a prendere in esame la produzione di Francesco Paolo Antolini (1721-1782). Antonella Simonetti segnala il San Rocco della chiesa matrice di Noci, mostrando evidenti suggestioni stilistiche da Nicolantonio Brudaglio; a seguire Tommaso Galiani ricostruisce la vicenda dei patroni di Alberobello e in particolare analizza il San Cosma, opera firmata da Francesco Paolo Antolini e datata 1782. A chiudere il volume un primo studio monografico sullo scultore Francesco Paolo Antolini (1721-1782), già velocemente segnalato da Riccardo Antolini come possibile collaboratore di Nicolantonio Brudaglio (1703-1784). Emilio Mastropasqua ricostruisce, attraverso nuove indagini di archivio presso l’Archivio di stato di Napoli e l’Archivio di Stato di Trani, le relazioni di parentela dello scultore.
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