L’art. 28, comma 4, d.lgs. 21 novembre 2014, n. 175, in attuazione dell’art. 7, l. 11 marzo 2014, n. 23, ai soli fini fiscali, ha previsto una sorta di reviviscenza della società per i cinque anni successivi alla richiesta di cancellazione dal registro delle imprese. In questo arco temporale, l’amministrazione finanziaria potrà accertare e riscuotere le pretese tributarie e contributive direttamente nei confronti del contribuentesocietà. La novella, tramite una fictio iuris, ha esteso la soggettività fiscale e la capacità processuale della società ai cinque anni successivi all’evento estintivo: la società, sebbene cancellata, rimane in vita nei rapporti con il fisco. La previsione, in deroga alla disciplina ordinaria, tende a realizzare un favor fisci per sottrarre il soggetto passivo d’imposta alla regola fissata per i creditori privati. La scelta legislativa si presenta poco razionale, in quanto, a fronte di un’apparente facilitazione per l’attività degli uffici fiscali, che potrebbero continuare ad intestare gli atti impositivi alla società, è destinata a creare notevoli disarmonie sistematiche e gravi incertezze giuridiche.

Article 28, paragraph 4, of Legislative Decree November 21, 2014, no. 175, implementing art. 7, Law March 11, 2014, no. 23, for only tax purposes, has provided a kind of reviviscence of the company for five years following the request for deletion from the register of companies. In this period, the tax authorities will ascertain and collect the tax claims and contributions directly to the taxpayer-society. The new law, by a fictio iuris, has extended the tax subjectivity and the procedural capacity of the company to the next five years of the extinguishing event: the company, although canceled, it remains living in the relations with the tax authorities. The forecast, in derogation from the ordinary rules, tends to make a favor fisci to subtract the tax payer to the fixed rule for private creditors. The legislative choice looks not very rational, because, in the face of an apparent facilitation for the activity of the tax offices, which could continue their acts of taxation payable to the company, although canceled, is bound to create significant systemic inharmonies and serious legal uncertainties.

L’ultrattività fiscale della società cancellata dal registro delle imprese

Parente Salvatore Antonello
2016

Abstract

Article 28, paragraph 4, of Legislative Decree November 21, 2014, no. 175, implementing art. 7, Law March 11, 2014, no. 23, for only tax purposes, has provided a kind of reviviscence of the company for five years following the request for deletion from the register of companies. In this period, the tax authorities will ascertain and collect the tax claims and contributions directly to the taxpayer-society. The new law, by a fictio iuris, has extended the tax subjectivity and the procedural capacity of the company to the next five years of the extinguishing event: the company, although canceled, it remains living in the relations with the tax authorities. The forecast, in derogation from the ordinary rules, tends to make a favor fisci to subtract the tax payer to the fixed rule for private creditors. The legislative choice looks not very rational, because, in the face of an apparent facilitation for the activity of the tax offices, which could continue their acts of taxation payable to the company, although canceled, is bound to create significant systemic inharmonies and serious legal uncertainties.
978-88-909569-6-6
L’art. 28, comma 4, d.lgs. 21 novembre 2014, n. 175, in attuazione dell’art. 7, l. 11 marzo 2014, n. 23, ai soli fini fiscali, ha previsto una sorta di reviviscenza della società per i cinque anni successivi alla richiesta di cancellazione dal registro delle imprese. In questo arco temporale, l’amministrazione finanziaria potrà accertare e riscuotere le pretese tributarie e contributive direttamente nei confronti del contribuentesocietà. La novella, tramite una fictio iuris, ha esteso la soggettività fiscale e la capacità processuale della società ai cinque anni successivi all’evento estintivo: la società, sebbene cancellata, rimane in vita nei rapporti con il fisco. La previsione, in deroga alla disciplina ordinaria, tende a realizzare un favor fisci per sottrarre il soggetto passivo d’imposta alla regola fissata per i creditori privati. La scelta legislativa si presenta poco razionale, in quanto, a fronte di un’apparente facilitazione per l’attività degli uffici fiscali, che potrebbero continuare ad intestare gli atti impositivi alla società, è destinata a creare notevoli disarmonie sistematiche e gravi incertezze giuridiche.
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