Introduzione. La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia infiammatoria autoimmune demielinizzante del Sistema Nervoso Centrale, che colpisce i due generi con rapporto femmine (F)/maschi (M)=2-3/1, prevalentemente nella terza decade di vita e quindi in piena età lavorativa. La forma clinica più frequente di SM è la relapsing-remitting (SM-RR), con prognosi relativamente favorevole a lungo termine, e quindi compatibile con molte attività quotidiane e lavorative. Le manifestazioni sono prima motorie e poi anche cognitivo-comportamentali. Ai fini di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei pazienti, ma anche per evitare loro di abbandonare troppo precocente il lavoro, è pertanto necessario valutare sia le condizioni neuromuscolari dei vari distretti corporei che quelle mentali. Obiettivo. Questo studio vuole valutare le condizioni neuro-motorie sistemiche e cognitivo-comportamentali di soggetti con SM di entrambi i generi non lavoratori, lavoratori e ex lavoratori. Metodi. Sono stati ammessi allo studio pazienti con SM-RR di entrambi i generi, afferenti al nostro ambulatorio per la SM tra il giugno 2018 e il marzo 2019. È stata raccolta l’anamnesi lavorativa, clinica e farmacologica. Le condizioni neuromotorie sono state valutate con la Expanded Disability Status Scale (EDSS: più alto è il punteggio più grave è la disabilità) (1), soprattutto per la capacità di deambulare, e con il 9-Hole Peg Test (9-HPT: media della durata in secondi dei due test effettuati per ciascuna mano) (2), per la destrezza delle due mani. Le condizioni cognitive sono state valutate con Symbol Digit Modalities Test (SDMT) per l’attenzione, California Verbal Learning Test (CVLT-II) per la memoria verbale e Brief Visuospatial Memory Test - Revised per la memoria visuo-spaziale. Sono stati inoltre somministrati questionari per valutare fatica, Modified Fatigue Impact Scale, e sintomi depressivi, Beck Depression Inventory. Risultati. Sono stati arruolati 135 pazienti, 99 F (73%) e 36 M (27%). Le medie di età d’esordio della malattia, durata della stessa e tempo dall’inizio della terapia sono risultate simili nei due generi. Attualmente risultano 56 lavoratrici (FL) e 43 non lavoratrici (FNL), 25 lavoratori (ML) e 11 non lavoratori (MNL). Le FL hanno presentato rispetto alle FNL media più bassa di EDSS (FL 2,2±1,2, FNL 2,9±1,4, p<0,01) e medie significativamente più elevate di anni di scolarità e dei punteggi di CVLTII e di SDMT. La destrezza manuale media non è risultata significativamente differente tra i due gruppi di F. I ML hanno presentato rispetto ai MNL una media nettamente più bassa di EDSS (ML 2,5±1,3, MNL 4,6±1,2, p<0,001) e del 9-HPT (mano dx: ML 23,4±6,5; MNL 30,4±6,8 p<0,05; mano sx: ML 24,4±6,3; MNL 29,2±6,5 p<0,05) e medie significativamente più elevate di anni di scolarità. I M che hanno abbandonato precocemente (AP) il lavoro presentano una media di EDSS pari a 4,81±1,25, mentre nelle FAP la media è di 2,21±0,95. I MAP presentano la media di 9-HPT per la mano destra più alta rispetto ai M che non hanno abbandonato precocemente il lavoro dopo la diagnosi (MNA) (MAP 31,6±7,3 sec.; MNA 24,1±7,4 sec. p<0,05). I risultati degli altri test non sono risultati significativamente diverse tra M e F lavoratori e non. L’analisi multivariata ha evidenziato che, su tutti i 135 soggetti, gli anni di scolarità favoriscono l’attuale probabilità di lavorare (OR 1,2; 95%IC 1,04-1,4). Lo stesso risultato è stato ottenuto per i due gruppi di genere. Discussione. Si conferma che la prognosi della SM è meno favorevole nei M. Nonostante ciò, essi abbandonano il lavoro solo quando essa determina difficoltà di deambulazione e destrezza manuale. Le F invece lasciano il lavoro a uno stadio non invalidante della SM a prescindere dal tipo di mansione svolta, non solo e non tanto per la gravità attuale della SM ma, verosimilmente, per altre valutazioni anche di tipo socio-economico. L’EDSS e il 9-HPT possono supportare il medico del lavoro nell’emissione del giudizio di idoneità a mansione specifica di lavoratori con SM. La scolarità più elevata degli attuali lavoratori permette mansioni meno gravose e tutela in qualche modo l’occupazione. Lo studio continua per confermare su casistica più numerosa questi risultati.

SCLEROSI MULTIPLA E LAVORO: DATI PRELIMINARI

L. Di Lorenzo;A. Pipoli;N. M. Manghisi;P. Iaffaldano;R. G. Viterbo;B. Orlando;M. Trojano
2019

Abstract

Introduzione. La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia infiammatoria autoimmune demielinizzante del Sistema Nervoso Centrale, che colpisce i due generi con rapporto femmine (F)/maschi (M)=2-3/1, prevalentemente nella terza decade di vita e quindi in piena età lavorativa. La forma clinica più frequente di SM è la relapsing-remitting (SM-RR), con prognosi relativamente favorevole a lungo termine, e quindi compatibile con molte attività quotidiane e lavorative. Le manifestazioni sono prima motorie e poi anche cognitivo-comportamentali. Ai fini di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei pazienti, ma anche per evitare loro di abbandonare troppo precocente il lavoro, è pertanto necessario valutare sia le condizioni neuromuscolari dei vari distretti corporei che quelle mentali. Obiettivo. Questo studio vuole valutare le condizioni neuro-motorie sistemiche e cognitivo-comportamentali di soggetti con SM di entrambi i generi non lavoratori, lavoratori e ex lavoratori. Metodi. Sono stati ammessi allo studio pazienti con SM-RR di entrambi i generi, afferenti al nostro ambulatorio per la SM tra il giugno 2018 e il marzo 2019. È stata raccolta l’anamnesi lavorativa, clinica e farmacologica. Le condizioni neuromotorie sono state valutate con la Expanded Disability Status Scale (EDSS: più alto è il punteggio più grave è la disabilità) (1), soprattutto per la capacità di deambulare, e con il 9-Hole Peg Test (9-HPT: media della durata in secondi dei due test effettuati per ciascuna mano) (2), per la destrezza delle due mani. Le condizioni cognitive sono state valutate con Symbol Digit Modalities Test (SDMT) per l’attenzione, California Verbal Learning Test (CVLT-II) per la memoria verbale e Brief Visuospatial Memory Test - Revised per la memoria visuo-spaziale. Sono stati inoltre somministrati questionari per valutare fatica, Modified Fatigue Impact Scale, e sintomi depressivi, Beck Depression Inventory. Risultati. Sono stati arruolati 135 pazienti, 99 F (73%) e 36 M (27%). Le medie di età d’esordio della malattia, durata della stessa e tempo dall’inizio della terapia sono risultate simili nei due generi. Attualmente risultano 56 lavoratrici (FL) e 43 non lavoratrici (FNL), 25 lavoratori (ML) e 11 non lavoratori (MNL). Le FL hanno presentato rispetto alle FNL media più bassa di EDSS (FL 2,2±1,2, FNL 2,9±1,4, p<0,01) e medie significativamente più elevate di anni di scolarità e dei punteggi di CVLTII e di SDMT. La destrezza manuale media non è risultata significativamente differente tra i due gruppi di F. I ML hanno presentato rispetto ai MNL una media nettamente più bassa di EDSS (ML 2,5±1,3, MNL 4,6±1,2, p<0,001) e del 9-HPT (mano dx: ML 23,4±6,5; MNL 30,4±6,8 p<0,05; mano sx: ML 24,4±6,3; MNL 29,2±6,5 p<0,05) e medie significativamente più elevate di anni di scolarità. I M che hanno abbandonato precocemente (AP) il lavoro presentano una media di EDSS pari a 4,81±1,25, mentre nelle FAP la media è di 2,21±0,95. I MAP presentano la media di 9-HPT per la mano destra più alta rispetto ai M che non hanno abbandonato precocemente il lavoro dopo la diagnosi (MNA) (MAP 31,6±7,3 sec.; MNA 24,1±7,4 sec. p<0,05). I risultati degli altri test non sono risultati significativamente diverse tra M e F lavoratori e non. L’analisi multivariata ha evidenziato che, su tutti i 135 soggetti, gli anni di scolarità favoriscono l’attuale probabilità di lavorare (OR 1,2; 95%IC 1,04-1,4). Lo stesso risultato è stato ottenuto per i due gruppi di genere. Discussione. Si conferma che la prognosi della SM è meno favorevole nei M. Nonostante ciò, essi abbandonano il lavoro solo quando essa determina difficoltà di deambulazione e destrezza manuale. Le F invece lasciano il lavoro a uno stadio non invalidante della SM a prescindere dal tipo di mansione svolta, non solo e non tanto per la gravità attuale della SM ma, verosimilmente, per altre valutazioni anche di tipo socio-economico. L’EDSS e il 9-HPT possono supportare il medico del lavoro nell’emissione del giudizio di idoneità a mansione specifica di lavoratori con SM. La scolarità più elevata degli attuali lavoratori permette mansioni meno gravose e tutela in qualche modo l’occupazione. Lo studio continua per confermare su casistica più numerosa questi risultati.
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