Il modello di integrazione italiano riflette l'assenza di un disegno unitario. Le Regioni e gli Enti locali svolgono una funzione di supplenza tanto da potersi parlare di nuove "cittadinanze locali". In tale contesto occorre inquadrare le politiche di inclusione sociale e culturale della Regione Puglia, nel cui ambito, il lavoro si propone di analizzare due iniziative di innovazione sociale promosse dal Comune di Bari. Si tratta di progetti di sperimentazione di modelli di accoglienza familiare dei nuovi immigrati, uno avente come destinatari i minori stranieri non accompagnati, l’altro i rifugiati adulti. Il lavoro pone in evidenza le enormi potenzialità di tali modelli, incentrati sul ruolo che la risorsa ‘famiglia’ può svolgere nella grande sfida dell’integrazione socio-culturale dei nuovi immigrati, attraverso modalità solidaristiche, nell’ottica della sussidiarietà orizzontale. Il percorso di accoglienza potrebbe essere, però, compromesso dalla mancanza di norme positive chiare e da una giurisprudenza restrittiva in materia di protezione umanitaria. In ogni caso, poiché il principio di uguaglianza non tollera discriminazioni tra cittadini e stranieri quando si tratta di tutelare i diritti inviolabili dell'uomo, la garanzia dei diritti sociali chiama fortemente in causa lo Stato affinché, affrancandosi dall'alibi della sussidiarietà verticale e orizzontale, si riappropri del fondamentale ruolo di rimozione delle diseguaglianze socio-economiche e di promovimento di politiche di solidarietà sociale.

I percorsi di accoglienza in famiglia dei «nuovi immigrati» nel quadro delle politiche di inclusione sociale e culturale della Regione Puglia

Nacci M. G.;Pannacciulli C.
2019

Abstract

Il modello di integrazione italiano riflette l'assenza di un disegno unitario. Le Regioni e gli Enti locali svolgono una funzione di supplenza tanto da potersi parlare di nuove "cittadinanze locali". In tale contesto occorre inquadrare le politiche di inclusione sociale e culturale della Regione Puglia, nel cui ambito, il lavoro si propone di analizzare due iniziative di innovazione sociale promosse dal Comune di Bari. Si tratta di progetti di sperimentazione di modelli di accoglienza familiare dei nuovi immigrati, uno avente come destinatari i minori stranieri non accompagnati, l’altro i rifugiati adulti. Il lavoro pone in evidenza le enormi potenzialità di tali modelli, incentrati sul ruolo che la risorsa ‘famiglia’ può svolgere nella grande sfida dell’integrazione socio-culturale dei nuovi immigrati, attraverso modalità solidaristiche, nell’ottica della sussidiarietà orizzontale. Il percorso di accoglienza potrebbe essere, però, compromesso dalla mancanza di norme positive chiare e da una giurisprudenza restrittiva in materia di protezione umanitaria. In ogni caso, poiché il principio di uguaglianza non tollera discriminazioni tra cittadini e stranieri quando si tratta di tutelare i diritti inviolabili dell'uomo, la garanzia dei diritti sociali chiama fortemente in causa lo Stato affinché, affrancandosi dall'alibi della sussidiarietà verticale e orizzontale, si riappropri del fondamentale ruolo di rimozione delle diseguaglianze socio-economiche e di promovimento di politiche di solidarietà sociale.
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