Il presente studio valuta le caratteristiche cliniche, sociali e comportamentali di pazienti psichiatrici ospedalizzati in regime di trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e rivalutati a distanza di 6 mesi da una ospedalizzazione involontaria. Metodi. In tre differenti centri psichiatrici universitari (Bari n=57; Perugia n=42, Roma n=32) sono stati reclutati 131 pazienti affetti da un disturbo mentale acuto, ricoverati in regime di TSO. Al baseline sono state valutate le principali variabili sociali e cliniche, compresa l’eventuale storia di comportamenti etero- e auto-lesivi e il tipo di trattamento in corso. Inoltre, sono state misurate la gravità dei sintomi psicopatologici (BPRS-E), il funzionamento cognitivo (MMSE) e la capacità di prestare consenso al trattamento (MacCAT-T). Al follow-up, 6 mesi dopo la prima valutazione, sono state indagate la presenza di un nuovo ricovero in regime di TSO, l’adesione alle cure, la messa in atto di nuovi comportamenti etero- o auto-lesivi e il verificarsi di problematiche di tipo legale. Risultati. Centoventi pazienti sono stati rivalutati a distanza di 6 mesi (M=188±12,6 giorni); di questi, 15 (12,5%) erano andati incontro a un nuovo ricovero in regime di TSO durante il periodo di follow-up. I pazienti con ulteriore TSO presentavano maggiore incidenza di comportamenti etero-lesivi (p<0,05), ed erano andati più frequentemente incontro a problematiche legali di tipo penale (p<0,05); si è notata una tendenza nei pazienti con ulteriore TSO a interrompere le cure farmacologiche (p=0,06). Non si è evidenziata una differenza nella gravità della sintomatologia psicopatologica al baseline tra i due gruppi, né del funzionamento cognitivo. Al contrario, i pazienti con nuovo TSO entro 6 mesi presentavano al baseline più di 1 TSO nell’ultimo anno (p<0,05) e punteggi più elevati alla scala MacCAT-T “ragionamento” (p<0,05). Conclusione. I casi di riammissione precoce in TSO sono difficilmente prevedibili sulla base di variabili cliniche in pazienti già sottoposti a un recente TSO. Sulla necessità di nuovi TSO sembrano influire anche aspetti di tipo socio-giuridico, il che suggerisce un possibile ruolo di fattori legati alla percezione di pericolosità sociale del paziente in un sistema, come quello italiano, basato sulla necessità di trattamento.

Background. The purpose of this longitudinal observational study is to evaluate the course and impact of clinical, social, and behavioral variables on the involuntary readmission of psychiatric patients, during a 6-months follow-up after discharge from a prior involuntary hospitalization. Methods. N=131 involuntarily committed psychiatric patients were enrolled in three university hospitals (Bari n=57; Perugia n=42; Rome n=32). At the first assessment cognitive functioning (MMSE), psychiatric symptoms severity (BPRS-E), capacity to consent to treatment (MacCAT-T) as well as principal socio-demographic and clinical variables were collected. At 6-months follow-up, we collected data concerning involuntary psychiatric readmissions, pharmacotherapy adherence, new deliberate self-harm or harm to others as well as having been legally prosecuted. Results. N=120 patients were reevaluated at follow-up (M=188 days, SD=12.6); among these n=15 (12.5%) have had a new involuntary psychiatric admission due to an acute mental disorder. Re-hospitalized patients showed higher rates of harm to others (p<0.05) and legal prosecution (p<0.05); there was moreover a trend toward higher pharmacological dropout rates in involuntarily rehospitalized patients. We found no differences between the two groups in baseline psychiatric symptoms severity and cognitive functioning, whereas involuntary re-hospitalization was associated with more frequent involuntary hospitalization during last year (p<0.05) and higher MacCAT-T reasoning (p<0.05). Conclusions. Involuntary psychiatric readmission rates proved to be poorly associated with clinical features assessed during previous hospitalization. Our data suggest that social and legal factors, including those connected to patients' dangerousness, could play a role also in a civil commitment system based solely on the need for treatment.

Mental capacity e capacity to consent: studio multicentrico in un campione di pazienti ricoverati in TSO. Mental capacity and capacity to consent: multicentric study in a involuntary psychiatric hospitalized patients sample.

Carabellese F.;Mandarelli G.
;
La Tegola D.;Catanesi R.
2017

Abstract

Background. The purpose of this longitudinal observational study is to evaluate the course and impact of clinical, social, and behavioral variables on the involuntary readmission of psychiatric patients, during a 6-months follow-up after discharge from a prior involuntary hospitalization. Methods. N=131 involuntarily committed psychiatric patients were enrolled in three university hospitals (Bari n=57; Perugia n=42; Rome n=32). At the first assessment cognitive functioning (MMSE), psychiatric symptoms severity (BPRS-E), capacity to consent to treatment (MacCAT-T) as well as principal socio-demographic and clinical variables were collected. At 6-months follow-up, we collected data concerning involuntary psychiatric readmissions, pharmacotherapy adherence, new deliberate self-harm or harm to others as well as having been legally prosecuted. Results. N=120 patients were reevaluated at follow-up (M=188 days, SD=12.6); among these n=15 (12.5%) have had a new involuntary psychiatric admission due to an acute mental disorder. Re-hospitalized patients showed higher rates of harm to others (p<0.05) and legal prosecution (p<0.05); there was moreover a trend toward higher pharmacological dropout rates in involuntarily rehospitalized patients. We found no differences between the two groups in baseline psychiatric symptoms severity and cognitive functioning, whereas involuntary re-hospitalization was associated with more frequent involuntary hospitalization during last year (p<0.05) and higher MacCAT-T reasoning (p<0.05). Conclusions. Involuntary psychiatric readmission rates proved to be poorly associated with clinical features assessed during previous hospitalization. Our data suggest that social and legal factors, including those connected to patients' dangerousness, could play a role also in a civil commitment system based solely on the need for treatment.
Il presente studio valuta le caratteristiche cliniche, sociali e comportamentali di pazienti psichiatrici ospedalizzati in regime di trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e rivalutati a distanza di 6 mesi da una ospedalizzazione involontaria. Metodi. In tre differenti centri psichiatrici universitari (Bari n=57; Perugia n=42, Roma n=32) sono stati reclutati 131 pazienti affetti da un disturbo mentale acuto, ricoverati in regime di TSO. Al baseline sono state valutate le principali variabili sociali e cliniche, compresa l’eventuale storia di comportamenti etero- e auto-lesivi e il tipo di trattamento in corso. Inoltre, sono state misurate la gravità dei sintomi psicopatologici (BPRS-E), il funzionamento cognitivo (MMSE) e la capacità di prestare consenso al trattamento (MacCAT-T). Al follow-up, 6 mesi dopo la prima valutazione, sono state indagate la presenza di un nuovo ricovero in regime di TSO, l’adesione alle cure, la messa in atto di nuovi comportamenti etero- o auto-lesivi e il verificarsi di problematiche di tipo legale. Risultati. Centoventi pazienti sono stati rivalutati a distanza di 6 mesi (M=188±12,6 giorni); di questi, 15 (12,5%) erano andati incontro a un nuovo ricovero in regime di TSO durante il periodo di follow-up. I pazienti con ulteriore TSO presentavano maggiore incidenza di comportamenti etero-lesivi (p&lt;0,05), ed erano andati più frequentemente incontro a problematiche legali di tipo penale (p&lt;0,05); si è notata una tendenza nei pazienti con ulteriore TSO a interrompere le cure farmacologiche (p=0,06). Non si è evidenziata una differenza nella gravità della sintomatologia psicopatologica al baseline tra i due gruppi, né del funzionamento cognitivo. Al contrario, i pazienti con nuovo TSO entro 6 mesi presentavano al baseline più di 1 TSO nell’ultimo anno (p&lt;0,05) e punteggi più elevati alla scala MacCAT-T “ragionamento” (p&lt;0,05). Conclusione. I casi di riammissione precoce in TSO sono difficilmente prevedibili sulla base di variabili cliniche in pazienti già sottoposti a un recente TSO. Sulla necessità di nuovi TSO sembrano influire anche aspetti di tipo socio-giuridico, il che suggerisce un possibile ruolo di fattori legati alla percezione di pericolosità sociale del paziente in un sistema, come quello italiano, basato sulla necessità di trattamento.
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