Il saggio, diviso in due parti, nella prima delinea un rapido profilo della storiografia italiana sul venticinquennio carolino, oscillante tra intenti celebrativi e dure stigmatizzazioni nate dal durevole retaggio della stagione risorgimentale che portava a enfatizzare i limiti della conseguita indipendenza del Regno e della persistente subordinazione alle direttive spagnole. Solo a partire dal tardo Novecento gli storici hanno iniziato ad affrontare con rinnovato vigore epistemologico filoni d’indagine rimasti fino ad allora pressoché inesplorati. Nella seconda parte si riallaccia ad un settore di ricerca emerso in tempi recenti e non ancora esaustivamente scandagliato e, attraverso un particolare case study, analizza alcuni aspetti del sistema cerimoniale della corte borbonica, teso a rappresentare simbolicamente la magnificenza e la stabilità del potere regio. Nel Settecento il baciamano al re appariva tenacemente radicato nel palazzo napoletano e conservava una potente carica simbolica, mostrandosi saldamente integrato nell’ideologia corporativa di antico regime e strutturato in funzione dello status e del genere dei partecipanti; al volgere del secolo, tuttavia, l’intensificarsi della sua frequenza era sintomatico della banalizzazione del rito e della sua perdita di valore politico.

"Conservare con tanta esattezza le consuetudini e l'etichette spagnuole". Note sul Regno di Carlo di Borbone a Napoli

Papagna Elena
2020

Abstract

Il saggio, diviso in due parti, nella prima delinea un rapido profilo della storiografia italiana sul venticinquennio carolino, oscillante tra intenti celebrativi e dure stigmatizzazioni nate dal durevole retaggio della stagione risorgimentale che portava a enfatizzare i limiti della conseguita indipendenza del Regno e della persistente subordinazione alle direttive spagnole. Solo a partire dal tardo Novecento gli storici hanno iniziato ad affrontare con rinnovato vigore epistemologico filoni d’indagine rimasti fino ad allora pressoché inesplorati. Nella seconda parte si riallaccia ad un settore di ricerca emerso in tempi recenti e non ancora esaustivamente scandagliato e, attraverso un particolare case study, analizza alcuni aspetti del sistema cerimoniale della corte borbonica, teso a rappresentare simbolicamente la magnificenza e la stabilità del potere regio. Nel Settecento il baciamano al re appariva tenacemente radicato nel palazzo napoletano e conservava una potente carica simbolica, mostrandosi saldamente integrato nell’ideologia corporativa di antico regime e strutturato in funzione dello status e del genere dei partecipanti; al volgere del secolo, tuttavia, l’intensificarsi della sua frequenza era sintomatico della banalizzazione del rito e della sua perdita di valore politico.
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