Per l’Apulia et Calabria e per altri territori dell’Italia meridionale il V secolo rappresentò una fase cruciale non solo di strutturazione e tenuta degli assetti precedenti ma anche di crescita, grazie al concorso di una serie di fattori propulsori. La fine del sistema schiavistico non si tradusse in una destrutturazione dell’economia agraria che non sembra toccata dalla ‘crisi del III secolo’, quando al contrario sembrano porsi le premesse per la successiva crescita fra IV e prima metà del V secolo. Vitalità economica, diffusione del sistema vicano, grande proprietà senatoria e imperiale, colonato, presenza di estese massae fundorum, valorizzazione di antiche vocazioni produttive, rapporto privilegiato con il mercato di Roma, rappresentano alcuni dei caratteri fondamentali di quello che è stato definito il ‘sistema agrario tardoantico’. La felice posizione centrale nel Mediterraneo, la buona rete viaria terrestre e marittima e la condizione di generale floridezza di queste aree, costituì un fattore fortemente attrattivo per l’investimento fondiario da parte della élite senatoria dotata di elevatissime capacità di spesa ed anche dei ceti possidenti locali, come dimostra il denso e diffuso popolamento rurale riscontrato in vari territori meridionali e la monumentale edilizia rurale, privata ed ecclesiastica, di cui sono esempi emblematici il complesso paleocristiano di San Giusto, nella valle del Celone e la villa di Faragola, nella valle del Carapelle.

The last enclave. Rural settlement in the 5th century in Southern Italy: the case of Apulia

Volpe G.;Turchiano M.
2010

Abstract

Per l’Apulia et Calabria e per altri territori dell’Italia meridionale il V secolo rappresentò una fase cruciale non solo di strutturazione e tenuta degli assetti precedenti ma anche di crescita, grazie al concorso di una serie di fattori propulsori. La fine del sistema schiavistico non si tradusse in una destrutturazione dell’economia agraria che non sembra toccata dalla ‘crisi del III secolo’, quando al contrario sembrano porsi le premesse per la successiva crescita fra IV e prima metà del V secolo. Vitalità economica, diffusione del sistema vicano, grande proprietà senatoria e imperiale, colonato, presenza di estese massae fundorum, valorizzazione di antiche vocazioni produttive, rapporto privilegiato con il mercato di Roma, rappresentano alcuni dei caratteri fondamentali di quello che è stato definito il ‘sistema agrario tardoantico’. La felice posizione centrale nel Mediterraneo, la buona rete viaria terrestre e marittima e la condizione di generale floridezza di queste aree, costituì un fattore fortemente attrattivo per l’investimento fondiario da parte della élite senatoria dotata di elevatissime capacità di spesa ed anche dei ceti possidenti locali, come dimostra il denso e diffuso popolamento rurale riscontrato in vari territori meridionali e la monumentale edilizia rurale, privata ed ecclesiastica, di cui sono esempi emblematici il complesso paleocristiano di San Giusto, nella valle del Celone e la villa di Faragola, nella valle del Carapelle.
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