Nel presente contributo l’attenzione si focalizza sull’analisi dell’iter propedeutico alla realizzazione del gasdotto Tap, ad oggi definibile come un grande disastro nell’accezione di Hall, ossia un processo di trasformazione territoriale poderoso in cui le cose, secondo la percezione di molti, stanno andando male . Si tratta di una definizione basata sul modo di sentire e sui punti di vista dei soggetti interessati, l’unica possibile in casi come quello di TAP in cui le opinioni risultano non solo diverse, ma conflittuali: all’interesse generale per la realizzazione di tale progetto si contrappone, infatti, il dissenso degli amministratori comunali salentini, della Regione Puglia, degli attivisti no TAP e della gente comune che si è mobilitata contro una infrastruttura calata dall’alto che, a livello locale, mostrano una marcata ostilità nei confronti della realizzazione del gasdotto considerato pericoloso. A tutt’oggi sembra che la partita a scacchi tra le due diverse posizioni sia ancora aperta e si attende di capire, seguendo il pensiero di Hall, se il gasdotto TAP si rivelerà un disastro negativo (che non raggiungerà attuazione) o un disastro positivo (che sarà realizzato nonostante le critiche e le opposizioni per essere poi giudicato dalla maggior parte dell’opinione pubblica come un errore).

Infrastrutture strategiche, scenari geopolitici internazionali e "resistenza" locale. Il caso del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline)

Francesca Rinella
;
2019

Abstract

Nel presente contributo l’attenzione si focalizza sull’analisi dell’iter propedeutico alla realizzazione del gasdotto Tap, ad oggi definibile come un grande disastro nell’accezione di Hall, ossia un processo di trasformazione territoriale poderoso in cui le cose, secondo la percezione di molti, stanno andando male . Si tratta di una definizione basata sul modo di sentire e sui punti di vista dei soggetti interessati, l’unica possibile in casi come quello di TAP in cui le opinioni risultano non solo diverse, ma conflittuali: all’interesse generale per la realizzazione di tale progetto si contrappone, infatti, il dissenso degli amministratori comunali salentini, della Regione Puglia, degli attivisti no TAP e della gente comune che si è mobilitata contro una infrastruttura calata dall’alto che, a livello locale, mostrano una marcata ostilità nei confronti della realizzazione del gasdotto considerato pericoloso. A tutt’oggi sembra che la partita a scacchi tra le due diverse posizioni sia ancora aperta e si attende di capire, seguendo il pensiero di Hall, se il gasdotto TAP si rivelerà un disastro negativo (che non raggiungerà attuazione) o un disastro positivo (che sarà realizzato nonostante le critiche e le opposizioni per essere poi giudicato dalla maggior parte dell’opinione pubblica come un errore).
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