Pensare giustizia: la tematica proposta in questo volume miscellaneo, che raccoglie in parte i contributi di studiosi che hanno dato vita all’omonimo Convegno Internazionale di Studi (Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, maggio 2018), è stata concepita come sede di confronto, con chiara finalità interdisciplinare, tra opinioni di specialisti di ambiti diversi accomunati da un obbiettivo di partenza: scandagliare, a partire dalle origini della cultura e della civiltà occidentale, le manifestazioni di un immaginario della giustizia che appare sin dai primordi orientato a stabilirne e veicolarne una definizione. Si tratta di una definizione che, riguardando una componente ineliminabile di qualsiasi forma di vita associata, si fonda sull’interazione con due grandi categorie concettuali: una per così dire ‘alta’, l’etica, nel caso specifico l’etica della verità (un’esigenza primaria che la giustizia condivide con la storia, e la storiografia); e l’altra, frutto di una necessità storica, ineluttabile e in qualche modo ingombrante, la politica. Il saggio esamina nello specifico i caratteri sociologici della giustizia criminale italiana alla luce dei modelli analitici di Weber e Damaska con confronto comparatistico sia sincrono tra Italia e Stati Uniti, che diacronico in chiave storica del processo con giuria "socratico".

Thinking justice: the theme proposed in this miscellaneous volume, which collects in part the contributions of scholars who gave birth to the homonymous International Conference (University "G. d'Annunzio" of Chieti-Pescara, May 2018), was conceived as a forum for confrontation, with a clear interdisciplinary aim, between the opinions of specialists from different fields united by a starting objective: to explore, starting from the origins of Western culture and civilization, the manifestations of an imaginary of justice that appears since the beginning oriented to establish and convey a definition. It is a definition that, concerning an ineliminable component of any associated life form, is based on interaction with two broad conceptual categories: one, so to speak, 'high', ethics, in this specific case the ethics of truth ( a primary need that justice shares with history, and historiography); and the other, the fruit of a historical, ineluctable and somewhat cumbersome necessity, politics. The essay specifically examines the sociological features of Italian criminal justice politics in the light of the analytical models of Weber and Damaska with a comparative perspective between Italy and United States as well as diachronically confronting the Jury Trial "socratic" model.

La giustizia criminale italiana: modelli e confronti tra Weber e Damaska

Saponaro Armando
2019

Abstract

Thinking justice: the theme proposed in this miscellaneous volume, which collects in part the contributions of scholars who gave birth to the homonymous International Conference (University "G. d'Annunzio" of Chieti-Pescara, May 2018), was conceived as a forum for confrontation, with a clear interdisciplinary aim, between the opinions of specialists from different fields united by a starting objective: to explore, starting from the origins of Western culture and civilization, the manifestations of an imaginary of justice that appears since the beginning oriented to establish and convey a definition. It is a definition that, concerning an ineliminable component of any associated life form, is based on interaction with two broad conceptual categories: one, so to speak, 'high', ethics, in this specific case the ethics of truth ( a primary need that justice shares with history, and historiography); and the other, the fruit of a historical, ineluctable and somewhat cumbersome necessity, politics. The essay specifically examines the sociological features of Italian criminal justice politics in the light of the analytical models of Weber and Damaska with a comparative perspective between Italy and United States as well as diachronically confronting the Jury Trial "socratic" model.
9788863445527
Pensare giustizia: la tematica proposta in questo volume miscellaneo, che raccoglie in parte i contributi di studiosi che hanno dato vita all’omonimo Convegno Internazionale di Studi (Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, maggio 2018), è stata concepita come sede di confronto, con chiara finalità interdisciplinare, tra opinioni di specialisti di ambiti diversi accomunati da un obbiettivo di partenza: scandagliare, a partire dalle origini della cultura e della civiltà occidentale, le manifestazioni di un immaginario della giustizia che appare sin dai primordi orientato a stabilirne e veicolarne una definizione. Si tratta di una definizione che, riguardando una componente ineliminabile di qualsiasi forma di vita associata, si fonda sull’interazione con due grandi categorie concettuali: una per così dire ‘alta’, l’etica, nel caso specifico l’etica della verità (un’esigenza primaria che la giustizia condivide con la storia, e la storiografia); e l’altra, frutto di una necessità storica, ineluttabile e in qualche modo ingombrante, la politica. Il saggio esamina nello specifico i caratteri sociologici della giustizia criminale italiana alla luce dei modelli analitici di Weber e Damaska con confronto comparatistico sia sincrono tra Italia e Stati Uniti, che diacronico in chiave storica del processo con giuria "socratico".
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