Il contributo analizza l'uso del dialetto nei romanzi "Idda" di Michela Marzano e "La battuta perfetta" di Carlo D'Amicis; nel primo il salentino viene utilizzato come lingua del ricordo e degli affetti (l'autrice, come la protagonista della storia, vive in Francia ormai da molti anni), nel secondo invece l'autore di Sava (prov. di Taranto) sceglie il dialetto di Matera per raccontare le vicissitudini di Canio u diavelucchie, compiendo un'operazione assai riuscita di imitazione dialettale di una varietà da parte di un non nativo.

Voci pugliesi della narrativa neodialettale contemporanea (su Idda di M. Marzano e La battuta perfetta di C. D'Amicis)

Maria Carosella
In corso di stampa

Abstract

Il contributo analizza l'uso del dialetto nei romanzi "Idda" di Michela Marzano e "La battuta perfetta" di Carlo D'Amicis; nel primo il salentino viene utilizzato come lingua del ricordo e degli affetti (l'autrice, come la protagonista della storia, vive in Francia ormai da molti anni), nel secondo invece l'autore di Sava (prov. di Taranto) sceglie il dialetto di Matera per raccontare le vicissitudini di Canio u diavelucchie, compiendo un'operazione assai riuscita di imitazione dialettale di una varietà da parte di un non nativo.
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