Viviamo un’epoca di grandi e stridenti cambiamenti: l’innovazione tecnologica, la globalizzazione dei mercati, la GIG Economy, i Millenials, la preoccupante crescita dei NEET in Italia ed in Puglia (Cedefop, 2019; ILO 2014; OECD, 2019) sono solo alcuni dei fenomeni che hanno contribuito a ridisegnare il mondo del lavoro, i processi produttivi, il concetto di carriera, il significato stesso del lavoro. Questi dati non possono non far riflettere sull’esigenza di ripensare il ruolo dell’Università quale agente di socializzazione al lavoro ed attore strategico nella transizione dal contesto formativo a quello professionale. E sul come sia necessario elaborarne un nuovo modello, una Università 4.0 (la Next Generation Entrepreneurial University, Ranga 2015) che sappia farsi interprete delle esigenze del suo tempo e metterle in dialogo. Per fornire agli studenti, non solo conoscenze ed abilità attraverso la didattica e la ricerca, ma anche per valorizzarle in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Il ruolo dei suoi servizi di placement diventa sempre più cruciale e strategico (Boffo, 2008) dopo che il Dlg. 276/2003 (art. 6) ne ha disciplinato i processi. Con la riforma Biagi, il placement diventa attività di intermediazione, in grado di agire sull’offerta e domanda occupazionale; e trova la sua collocazione all’interno della cosiddetta “Terza Missione”. Allo stesso tempo, diventa lo strumento privilegiato attraverso cui l’Università può aprirsi al territorio, raccogliere stimoli di cambiamento e di ristrutturazione dell’offerta formativa.

Verso l'Università 4.0: Riflessioni a margine di un'indagine sui fabbisogni del territorio

Amelia Manuti;
2019

Abstract

Viviamo un’epoca di grandi e stridenti cambiamenti: l’innovazione tecnologica, la globalizzazione dei mercati, la GIG Economy, i Millenials, la preoccupante crescita dei NEET in Italia ed in Puglia (Cedefop, 2019; ILO 2014; OECD, 2019) sono solo alcuni dei fenomeni che hanno contribuito a ridisegnare il mondo del lavoro, i processi produttivi, il concetto di carriera, il significato stesso del lavoro. Questi dati non possono non far riflettere sull’esigenza di ripensare il ruolo dell’Università quale agente di socializzazione al lavoro ed attore strategico nella transizione dal contesto formativo a quello professionale. E sul come sia necessario elaborarne un nuovo modello, una Università 4.0 (la Next Generation Entrepreneurial University, Ranga 2015) che sappia farsi interprete delle esigenze del suo tempo e metterle in dialogo. Per fornire agli studenti, non solo conoscenze ed abilità attraverso la didattica e la ricerca, ma anche per valorizzarle in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Il ruolo dei suoi servizi di placement diventa sempre più cruciale e strategico (Boffo, 2008) dopo che il Dlg. 276/2003 (art. 6) ne ha disciplinato i processi. Con la riforma Biagi, il placement diventa attività di intermediazione, in grado di agire sull’offerta e domanda occupazionale; e trova la sua collocazione all’interno della cosiddetta “Terza Missione”. Allo stesso tempo, diventa lo strumento privilegiato attraverso cui l’Università può aprirsi al territorio, raccogliere stimoli di cambiamento e di ristrutturazione dell’offerta formativa.
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