Parlare di comunicazione pubblica è sempre stato compito alquanto delicato, per via della complessa ed importante natura di tale tipo di comunicazione, ma recentemente diventa operazione ancor più difficile a motivo della sopraggiunta “amplificazione” che la società ha acquisito con l’uso dei social networks e delle innovazioni tecnologiche. Se già i confini con la “comunicazione d’impresa” e la “comunicazione politica” si facevano sfumati ed ambigui – nell’alveo della comune matrice di “comunicazione istituzionale”3 – il mutamento psico-sociale avveniente adesso nell’insieme dei cittadini a seguito della reiterata e pervasiva fruizione mediatica contemporanea porta a ritenere parimenti cambiato il modo in cui si debba intendere e praticare la comunicazione pubblica per questo nuovo scenario. L’ipotesi che guida questa riflessione, in sostanza, attribuisce al recettore (sociale, ancorché sempre più “individualizzato”) il carattere di generatore di una “responsabilità” di comunicazione rivolta a sé stesso, in misura maggiore rispetto a quanto avveniva (fino a un decennio fa) nell’interazione tra pubbliche amministrazioni e cittadinanza.

La comunicazione pubblica nell’età del protagonismo sociale. Nuove forme, dinamiche, effetti

Alejandro De Marzo;Angela Mongelli
2019

Abstract

Parlare di comunicazione pubblica è sempre stato compito alquanto delicato, per via della complessa ed importante natura di tale tipo di comunicazione, ma recentemente diventa operazione ancor più difficile a motivo della sopraggiunta “amplificazione” che la società ha acquisito con l’uso dei social networks e delle innovazioni tecnologiche. Se già i confini con la “comunicazione d’impresa” e la “comunicazione politica” si facevano sfumati ed ambigui – nell’alveo della comune matrice di “comunicazione istituzionale”3 – il mutamento psico-sociale avveniente adesso nell’insieme dei cittadini a seguito della reiterata e pervasiva fruizione mediatica contemporanea porta a ritenere parimenti cambiato il modo in cui si debba intendere e praticare la comunicazione pubblica per questo nuovo scenario. L’ipotesi che guida questa riflessione, in sostanza, attribuisce al recettore (sociale, ancorché sempre più “individualizzato”) il carattere di generatore di una “responsabilità” di comunicazione rivolta a sé stesso, in misura maggiore rispetto a quanto avveniva (fino a un decennio fa) nell’interazione tra pubbliche amministrazioni e cittadinanza.
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