La rivoluzione digitale porta con sé la sfida più complessa della contemporaneità. Il digitale ha trasformato completamente le modalità di produzione, trasmissione e condivisione del sapere e il nostro modo stesso d’interagire con esso. Diventa ineludibile ripensare il digitale e la digitalizzazione quali espressioni sociali e culturali dell’epoca contemporanea. Il che comporta la necessità di ripensare i dati digitali in quanto entità culturali prodotte dalle società, e non più quali meri strumenti di semplificazione della gestione amministrativa o surroghe virtuali del patrimonio culturale analogico. Diviene urgente intraprendere serie politiche finalizzate a garantirne la conservazione non solo degli aspetti formali, ma soprattutto degli aspetti strutturali e descrittivi che ne qualificano e identificano i processi creativi ed evolutivi, e ne giustificano il ruolo di testimoni e memoria storica da trasferire nell’integrità dei processi nel tempo e nello spazio. Il presente contributo intende proporre una ridefinizione strutturale dei dati digitali, finalizzata a conferirgli caratteristiche utili a configurarli quali risorse culturali tramite cui conoscere i processi che caratterizzano l’era digitale contemporanea, affidando ai metadati la funzione di fonti primarie cui le generazioni future potranno accedere per leggerne, studiarne, condividerne e riusarne le informazioni.

Digital Revolution brings the most complex challenge of contemporaneity. Digital has transformed the way to produce, transmit, share and interact with knowledge. Rethinking digital and digitization as social and cultural expressions of the contemporary era becomes unavoidable. This implies the need to rethink digital data as cultural entities produced by societies, and no longer as mere tools for simplifying administrative management or as virtual surrogates of analog cultural heritage. It is urgent to undertake serious policies aimed at ensuring the data preservation not only in their formal aspects, but above all in their structural and descriptive contents which qualify and identify their creative and evolutionary processes: we have to assess data in their new role as witnesses of our processes evolution and as memory to be transferred to the future. The present contribution aims at proposing a structural redefinition of digital data, with the goal to renew their function and role as cultural resources by which the future generation will know the processes of contemporary digital age, entrusting metadata with the function of primary sources of information and knowledge to read, study, share and reuse.

Ripensare i formati, ripensare i metadati: prove “tecniche” di conservazione digitale

Nicola Barbuti
2019

Abstract

Digital Revolution brings the most complex challenge of contemporaneity. Digital has transformed the way to produce, transmit, share and interact with knowledge. Rethinking digital and digitization as social and cultural expressions of the contemporary era becomes unavoidable. This implies the need to rethink digital data as cultural entities produced by societies, and no longer as mere tools for simplifying administrative management or as virtual surrogates of analog cultural heritage. It is urgent to undertake serious policies aimed at ensuring the data preservation not only in their formal aspects, but above all in their structural and descriptive contents which qualify and identify their creative and evolutionary processes: we have to assess data in their new role as witnesses of our processes evolution and as memory to be transferred to the future. The present contribution aims at proposing a structural redefinition of digital data, with the goal to renew their function and role as cultural resources by which the future generation will know the processes of contemporary digital age, entrusting metadata with the function of primary sources of information and knowledge to read, study, share and reuse.
La rivoluzione digitale porta con sé la sfida più complessa della contemporaneità. Il digitale ha trasformato completamente le modalità di produzione, trasmissione e condivisione del sapere e il nostro modo stesso d’interagire con esso. Diventa ineludibile ripensare il digitale e la digitalizzazione quali espressioni sociali e culturali dell’epoca contemporanea. Il che comporta la necessità di ripensare i dati digitali in quanto entità culturali prodotte dalle società, e non più quali meri strumenti di semplificazione della gestione amministrativa o surroghe virtuali del patrimonio culturale analogico. Diviene urgente intraprendere serie politiche finalizzate a garantirne la conservazione non solo degli aspetti formali, ma soprattutto degli aspetti strutturali e descrittivi che ne qualificano e identificano i processi creativi ed evolutivi, e ne giustificano il ruolo di testimoni e memoria storica da trasferire nell’integrità dei processi nel tempo e nello spazio. Il presente contributo intende proporre una ridefinizione strutturale dei dati digitali, finalizzata a conferirgli caratteristiche utili a configurarli quali risorse culturali tramite cui conoscere i processi che caratterizzano l’era digitale contemporanea, affidando ai metadati la funzione di fonti primarie cui le generazioni future potranno accedere per leggerne, studiarne, condividerne e riusarne le informazioni.
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