Il saggio, inserito negli studi in memoria del prof. Michele Costantino, è volto ad analizzare le trasformazioni del concetto tradizionale di bene pubblico e, in particolare, si sofferma sulle pronunce nazionali e sovranazionali che negli ultimi anni hanno contribuito a delineare la rinnovata concezione di proprietà pubblica. Nello specifico, la questione della qualificazione giuridica delle valli lagunari venete, ha condotto la Corte di Cassazione - con una serie di pronunce gemelle nel febbraio 2011 - a prospettare una nozione di bene pubblico che, superando la impostazione tradizionale codicistica, appare fondata sulla funzionalizzazione del bene ai bisogni e interessi della collettività. La medesima questione è approdata al vaglio della CEDU che ha raggiunto conclusioni profondamente differenti rispetto a quelle della Cassazione. La Corte europea infatti, distaccandosi dal diritto interno, si è ancorata alla concezione sostanziale di bene (ex art. 1 del Protocollo addizionale), finendo per trattare come risorsa privata un bene che non solo è pubblico per classificazione codicistica, ma anche 'comune', nel senso enunciato dalle Sezioni Unite

Lo statuto dei beni pubblici nel dialogo tra Corti: le valli lagunari come paradigma della demanialità

Cascione, Claudia Morgana
2019

Abstract

Il saggio, inserito negli studi in memoria del prof. Michele Costantino, è volto ad analizzare le trasformazioni del concetto tradizionale di bene pubblico e, in particolare, si sofferma sulle pronunce nazionali e sovranazionali che negli ultimi anni hanno contribuito a delineare la rinnovata concezione di proprietà pubblica. Nello specifico, la questione della qualificazione giuridica delle valli lagunari venete, ha condotto la Corte di Cassazione - con una serie di pronunce gemelle nel febbraio 2011 - a prospettare una nozione di bene pubblico che, superando la impostazione tradizionale codicistica, appare fondata sulla funzionalizzazione del bene ai bisogni e interessi della collettività. La medesima questione è approdata al vaglio della CEDU che ha raggiunto conclusioni profondamente differenti rispetto a quelle della Cassazione. La Corte europea infatti, distaccandosi dal diritto interno, si è ancorata alla concezione sostanziale di bene (ex art. 1 del Protocollo addizionale), finendo per trattare come risorsa privata un bene che non solo è pubblico per classificazione codicistica, ma anche 'comune', nel senso enunciato dalle Sezioni Unite
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