L’“affaire Heidegger” è infatti tornato prepotentemente alla ribalta dopo la recente pubblicazione dei Quaderni neri. se alla luce dei giudizi negativi sugli ebrei e l’ebraismo l’istruttoria dell’’“affaire Heidegger” si può forse, come indicato da alcuni interpreti, finalmente chiudere, rendendo superflua una nuova ulteriore analisi del tema, lo stesso non può essere fatto con il “caso Heidegger”, in cui ad essere in discussione non è tanto l’opzione politica fatta nel 1933 da un intellettuale tedesco, quanto la stessa filosofia, il suo senso e la sua funzione. La domanda sollevata dal “caso Heidegger” oltrepassa, cioè, il mero dato biografico e storico e chiama in causa la filosofia e il suo rapporto con la sfera pratica. Riproporre il “caso Heidegger” significa, in definitiva, ripensare il rapporto tra pensiero e azione, tra filosofia e politica. Su questa via si è già incamminato Eric Weil. E sorprende il fatto che nelle sempre più accese discussioni il suo nome non compaia. Nel clamore mediatico di questi ultimi tempi, in cui ci si aggira spaesati e storditi, ritornare al confronto weiliano con la filosofia di Heidegger può forse aiutarci a ritrovare la strada, oltre ogni facile attitudine liquidatoria.

Il filosofo riluttante. Eric Weil e il "caso Heidegger"

Strummiello
2018

Abstract

L’“affaire Heidegger” è infatti tornato prepotentemente alla ribalta dopo la recente pubblicazione dei Quaderni neri. se alla luce dei giudizi negativi sugli ebrei e l’ebraismo l’istruttoria dell’’“affaire Heidegger” si può forse, come indicato da alcuni interpreti, finalmente chiudere, rendendo superflua una nuova ulteriore analisi del tema, lo stesso non può essere fatto con il “caso Heidegger”, in cui ad essere in discussione non è tanto l’opzione politica fatta nel 1933 da un intellettuale tedesco, quanto la stessa filosofia, il suo senso e la sua funzione. La domanda sollevata dal “caso Heidegger” oltrepassa, cioè, il mero dato biografico e storico e chiama in causa la filosofia e il suo rapporto con la sfera pratica. Riproporre il “caso Heidegger” significa, in definitiva, ripensare il rapporto tra pensiero e azione, tra filosofia e politica. Su questa via si è già incamminato Eric Weil. E sorprende il fatto che nelle sempre più accese discussioni il suo nome non compaia. Nel clamore mediatico di questi ultimi tempi, in cui ci si aggira spaesati e storditi, ritornare al confronto weiliano con la filosofia di Heidegger può forse aiutarci a ritrovare la strada, oltre ogni facile attitudine liquidatoria.
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