Tra le novità di maggiore interesse introdotte dalla regolamentazione in materia di banking compensation, susseguitasi alla crisi dei mutui sub-prime, vi è certamente l’obbligo per le banche di includere, nell’ambito degli strumenti di misurazione delle performance, anche le metriche a carattere non finanziario, ovvero criteri di tipo qualitativo a carattere non finanziario legati alle prestazioni «sociali» raggiunte da una banca. Il presente lavoro intende approfondire la tematica dei non financial perfomance indicators connessi con le retribuzioni incentivanti dei managers bancari e raggiungere i seguenti obiettivi di ricerca: a) analizzare il grado e la frequenza di utilizzo di tali metriche da parte delle maggiori banche europee; b) verificare la diversificazione quali-quantitativa di tali indicatori e l’eventuale progresso compiuto dalle banche, negli ultimi anni, con riguardo al loro utilizzo; c) elaborare un rating qualitativo da utilizzare non solo come strumento di diagnosi, ma anche come tableau de bord, ovvero di «orientamento gestionale» al fine di indirizzare i comportamenti delle banche verso approcci più virtuosi e in linea con le prassi più evolute in materia di retribuzioni incentivanti.

Retribuzioni incentivanti e criteri ESG: evidenze dal settore bancario europeo

Iannuzzi Antonia Patrizia
2018

Abstract

Tra le novità di maggiore interesse introdotte dalla regolamentazione in materia di banking compensation, susseguitasi alla crisi dei mutui sub-prime, vi è certamente l’obbligo per le banche di includere, nell’ambito degli strumenti di misurazione delle performance, anche le metriche a carattere non finanziario, ovvero criteri di tipo qualitativo a carattere non finanziario legati alle prestazioni «sociali» raggiunte da una banca. Il presente lavoro intende approfondire la tematica dei non financial perfomance indicators connessi con le retribuzioni incentivanti dei managers bancari e raggiungere i seguenti obiettivi di ricerca: a) analizzare il grado e la frequenza di utilizzo di tali metriche da parte delle maggiori banche europee; b) verificare la diversificazione quali-quantitativa di tali indicatori e l’eventuale progresso compiuto dalle banche, negli ultimi anni, con riguardo al loro utilizzo; c) elaborare un rating qualitativo da utilizzare non solo come strumento di diagnosi, ma anche come tableau de bord, ovvero di «orientamento gestionale» al fine di indirizzare i comportamenti delle banche verso approcci più virtuosi e in linea con le prassi più evolute in materia di retribuzioni incentivanti.
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