Il presente lavoro analizza l’evoluzione del fenomeno occupazione in Italia a seguito dell’approvazione dell’ultima riforma del mercato del lavoro, nota con l’acronimo JOBS ACT, e dei contemporanei interventi finanziari di natura incentivante attuati per il biennio 2015 – 2016. Utilizzando l’unico database liberamente fruibile nella sua dimensione micro, la banca dati ISTAT riveniente dalla Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro, l’analisi si è sviluppata per il periodo I trim. 2014 – III trim. 2017 unicamente per le due tipologie di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e a tempo determinato avvalendosi della metodologia delle matrici di transizione per l’interpretazione dei risultati. Dall’analisi emergono principalmente due risultati importanti. Primo, il JOBS ACT, accompagnato dai sussidi all’occupazione, è stato favorevolmente accolto dal tessuto imprenditoriale italiano per l’inserimento o la stabilizzazione della forza lavoro sebbene con diverse sfumature in relazione all’età dei lavoratori: sussidio all’occupazione particolarmente “gradito” per l’assunzione con il nuovo contratto a tempo indeterminato dei giovanissimi; nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato preferito per la stabilizzazione o inserimento dei lavoratori meno giovani. Secondo, l’utilizzo del nuovo contratto a tempo determinato si mostra soprattutto essere strumentalmente adoperato dai datori di lavoro per testare le capacità dei lavoratori nel breve periodo previa stabilizzazione.

Livelli e probabilità di transizione del mercato del lavoro: alcune evidenze degli effetti del JOBS ACT sull’occupazione in Italia

Marini C.
;
Nicolardi V.
2018

Abstract

Il presente lavoro analizza l’evoluzione del fenomeno occupazione in Italia a seguito dell’approvazione dell’ultima riforma del mercato del lavoro, nota con l’acronimo JOBS ACT, e dei contemporanei interventi finanziari di natura incentivante attuati per il biennio 2015 – 2016. Utilizzando l’unico database liberamente fruibile nella sua dimensione micro, la banca dati ISTAT riveniente dalla Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro, l’analisi si è sviluppata per il periodo I trim. 2014 – III trim. 2017 unicamente per le due tipologie di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e a tempo determinato avvalendosi della metodologia delle matrici di transizione per l’interpretazione dei risultati. Dall’analisi emergono principalmente due risultati importanti. Primo, il JOBS ACT, accompagnato dai sussidi all’occupazione, è stato favorevolmente accolto dal tessuto imprenditoriale italiano per l’inserimento o la stabilizzazione della forza lavoro sebbene con diverse sfumature in relazione all’età dei lavoratori: sussidio all’occupazione particolarmente “gradito” per l’assunzione con il nuovo contratto a tempo indeterminato dei giovanissimi; nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato preferito per la stabilizzazione o inserimento dei lavoratori meno giovani. Secondo, l’utilizzo del nuovo contratto a tempo determinato si mostra soprattutto essere strumentalmente adoperato dai datori di lavoro per testare le capacità dei lavoratori nel breve periodo previa stabilizzazione.
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