Nella disciplina della circolazione internazionale dei beni culturali emergono interessi non facilmente conciliabili: da un lato, l’interesse pubblico alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio culturale; dall’altro, l’interesse alla circolazione internazionale delle “cose d’arte”, quale espressione di poteri e facoltà inerenti al diritto di proprietà (specie privata), della libertà di iniziativa economica e della concorrenza. La legge n. 124/2017 ha riformato il codice dei beni culturali e del paesaggio al fine di garantire lo sviluppo del mercato internazionale dell’arte attraverso la semplificazione dei relativi procedimenti amministrativi. Anche attraverso l’analisi della disciplina vigente nell’Unione europea nonché nel Regno Unito, in Francia ed in Spagna, può ritenersi che il legislatore italiano abbia operato un bilanciamento tra l’interesse pubblico costituzionalmente garantito alla tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione e l’interesse allo sviluppo del mercato dell’arte, pervenendo a soluzioni che non sembrano in contrasto con i principi di diritto dell’Unione europea né con i criteri di proporzionalità e ragionevolezza individuati dalla Corte costituzionale quale limite alla discrezionalità del legislatore.

Legal regulation of international trade in cultural goods involves opposite interests and rights: on one hand, public interest in the protection and enhancement of cultural heritage; on the other, property rights, economic freedom and right to fair competition. Italian law no. 124/2017 reformed the code of cultural heritage in order to guarantee international art market’s development through the simplification of the administrative procedures. Also considering the EU, British, French and Spanish legislations, it may be considered that Italian legislator reached a balance between public interest in preserving and enhancing the national historical and artistic heritage and the interest in art market’s development. The Italian reform seems to comply with European Union law’s principles and with the criteria of proportionality and reasonableness identified by Italian Constitutional Court as limits on legislative discretion.

Più aperto e più rischioso il mercato internazionale dei beni culturali italiani

Piergiuseppe Otranto
2018

Abstract

Legal regulation of international trade in cultural goods involves opposite interests and rights: on one hand, public interest in the protection and enhancement of cultural heritage; on the other, property rights, economic freedom and right to fair competition. Italian law no. 124/2017 reformed the code of cultural heritage in order to guarantee international art market’s development through the simplification of the administrative procedures. Also considering the EU, British, French and Spanish legislations, it may be considered that Italian legislator reached a balance between public interest in preserving and enhancing the national historical and artistic heritage and the interest in art market’s development. The Italian reform seems to comply with European Union law’s principles and with the criteria of proportionality and reasonableness identified by Italian Constitutional Court as limits on legislative discretion.
Nella disciplina della circolazione internazionale dei beni culturali emergono interessi non facilmente conciliabili: da un lato, l’interesse pubblico alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio culturale; dall’altro, l’interesse alla circolazione internazionale delle “cose d’arte”, quale espressione di poteri e facoltà inerenti al diritto di proprietà (specie privata), della libertà di iniziativa economica e della concorrenza. La legge n. 124/2017 ha riformato il codice dei beni culturali e del paesaggio al fine di garantire lo sviluppo del mercato internazionale dell’arte attraverso la semplificazione dei relativi procedimenti amministrativi. Anche attraverso l’analisi della disciplina vigente nell’Unione europea nonché nel Regno Unito, in Francia ed in Spagna, può ritenersi che il legislatore italiano abbia operato un bilanciamento tra l’interesse pubblico costituzionalmente garantito alla tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione e l’interesse allo sviluppo del mercato dell’arte, pervenendo a soluzioni che non sembrano in contrasto con i principi di diritto dell’Unione europea né con i criteri di proporzionalità e ragionevolezza individuati dalla Corte costituzionale quale limite alla discrezionalità del legislatore.
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