Nei contesti migratori, la lingua è un elemento dinamico e resiliente che, quindi, si adatta al contesto e a sua volta lo rimodella, permettendo di attivare identità multiple nei diversi contesti interazionali e nelle pratiche discorsive. Questa dinamicità caratterizza la capacità del parlante/migrante di agire con la lingua contemporaneamente sia nella realtà di provenienza sia nella società d’arrivo, o, più in generale, di costruire identità alternative entro spazi terzi, che non coincidono con i confini nazionali. Il contributo prende in esame le posizioni di quei linguisti, sociolinguisti, etnolinguisti e antropologi del linguaggio che, nell’ultimo decennio, hanno sentito la necessità di porre l’accento sul carattere ibrido, plurale e frammentario delle identità che si sviluppano nel mondo globalizzato e di definirle con termini e concetti che rimandano letteralmente o più metaforicamnete all’agire con la lingua. In realtà, questa spinta a rinnovare il lessico è venuta dalla necessità comune a molti studiosi, nell’ambito delle diverse discipline che intersecano gli studi linguistici, di far emergere il contatto e la complessità come le due categorie epistemologiche più appropriate, e al tempo stesso più dirompenti, non solo per delineare un sistema di rappresentazione dinamico capace di problematizzare l’attuale rapporto tra lingua e migrazione, ma anche per immaginare nuove politiche di formazione plurilingue nei contesti interculturali.

We are all translinguals. Comunicazione e formazione plurilingue ai tempi delle migrazioni transmediterranee

Annarita Taronna
2018

Abstract

Nei contesti migratori, la lingua è un elemento dinamico e resiliente che, quindi, si adatta al contesto e a sua volta lo rimodella, permettendo di attivare identità multiple nei diversi contesti interazionali e nelle pratiche discorsive. Questa dinamicità caratterizza la capacità del parlante/migrante di agire con la lingua contemporaneamente sia nella realtà di provenienza sia nella società d’arrivo, o, più in generale, di costruire identità alternative entro spazi terzi, che non coincidono con i confini nazionali. Il contributo prende in esame le posizioni di quei linguisti, sociolinguisti, etnolinguisti e antropologi del linguaggio che, nell’ultimo decennio, hanno sentito la necessità di porre l’accento sul carattere ibrido, plurale e frammentario delle identità che si sviluppano nel mondo globalizzato e di definirle con termini e concetti che rimandano letteralmente o più metaforicamnete all’agire con la lingua. In realtà, questa spinta a rinnovare il lessico è venuta dalla necessità comune a molti studiosi, nell’ambito delle diverse discipline che intersecano gli studi linguistici, di far emergere il contatto e la complessità come le due categorie epistemologiche più appropriate, e al tempo stesso più dirompenti, non solo per delineare un sistema di rappresentazione dinamico capace di problematizzare l’attuale rapporto tra lingua e migrazione, ma anche per immaginare nuove politiche di formazione plurilingue nei contesti interculturali.
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