Il promontorio garganico si presenta come un unico spazio sacro, definito dai tre grandi santuari di S. Michele a Monte S. Angelo, S. Matteo a S. Marco in Lamis e S. Pio a San Giovanni Rotondo e da una serie di luoghi sacri “minori” (eremi, chiese, abbazie, hospitia), collegati da una rete di strade, sentieri, tratturi. Singoli individui e gruppi, percorrendo nel tempo queste vie per ragioni non solo di fede, hanno espresso una koiné culturale e cultuale, la quale, nel tempo, ha costruito l’identità del territorio. Tale processo di costruzione identitaria, sviluppatosi nel segno di una continuità di lunga durata, si riflette nei patronati, nelle tradizioni agiografiche, nelle devozioni ed è testimoniato anche dalle tavolette votive presenti nei santuari. Nel complesso, i luoghi sacri del Gargano intercettano, e a loro volta realizzano, una “geografia del sacro” in cui fenomeni cultuali molteplici, emersi in epoche e in contesti storico-culturali differenti, si intrecciano e persistono da oltre 1500 anni. Questo paper evidenzia come tali luoghi, apparentemente eterogenei, siano connessi sul piano concreto e simbolico dalle vie di pellegrinaggio e dalle pratiche devozionali dei fedeli. Il contributo è l’occasione per presentare le ricerche condotte nell’ambito del Progetto FIRB Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra tarda antichità e medioevo, che si è focalizzato sull’area garganica.

The three sanctuaries of St. Michael at Monte Sant'Angelo, St. Matthew at San Marco in Lamis and St. Pius at San Giovanni Rotondo, along with other minor sacred places (hermitages, churches, chapels, hospitia) can be considered the key-features of the “sacred geography” at the promontory of Gargano (Apulia). Their existence covers a period lasting over than 1500 years. To the shaping of this peculiar geography has also contributed a network of roads and trails, crossed by people – not only pilgrims – who uninterruptedly walked these paths for diverse reasons. The Gargano is therefore to be considered a cultural melting pot, effective both for its inhabitants and for the people who travel along its roads. In this contribution we investigate the most important sacred places in Gargano and we argue that, although they seem to be heterogeneous, they prove to be deeply connected both in a concrete and a symbolic way. Moreover, they are associated by dynamics of identity-construction, which are reflected in patronages, hagiographic traditions, devotions.

Il Gargano e la geografia del sacro: lo spazio, i luoghi, le devozioni

L. Carnevale
;
A. Laghezza
2017

Abstract

The three sanctuaries of St. Michael at Monte Sant'Angelo, St. Matthew at San Marco in Lamis and St. Pius at San Giovanni Rotondo, along with other minor sacred places (hermitages, churches, chapels, hospitia) can be considered the key-features of the “sacred geography” at the promontory of Gargano (Apulia). Their existence covers a period lasting over than 1500 years. To the shaping of this peculiar geography has also contributed a network of roads and trails, crossed by people – not only pilgrims – who uninterruptedly walked these paths for diverse reasons. The Gargano is therefore to be considered a cultural melting pot, effective both for its inhabitants and for the people who travel along its roads. In this contribution we investigate the most important sacred places in Gargano and we argue that, although they seem to be heterogeneous, they prove to be deeply connected both in a concrete and a symbolic way. Moreover, they are associated by dynamics of identity-construction, which are reflected in patronages, hagiographic traditions, devotions.
978-88-255-0630-3
Il promontorio garganico si presenta come un unico spazio sacro, definito dai tre grandi santuari di S. Michele a Monte S. Angelo, S. Matteo a S. Marco in Lamis e S. Pio a San Giovanni Rotondo e da una serie di luoghi sacri “minori” (eremi, chiese, abbazie, hospitia), collegati da una rete di strade, sentieri, tratturi. Singoli individui e gruppi, percorrendo nel tempo queste vie per ragioni non solo di fede, hanno espresso una koiné culturale e cultuale, la quale, nel tempo, ha costruito l’identità del territorio. Tale processo di costruzione identitaria, sviluppatosi nel segno di una continuità di lunga durata, si riflette nei patronati, nelle tradizioni agiografiche, nelle devozioni ed è testimoniato anche dalle tavolette votive presenti nei santuari. Nel complesso, i luoghi sacri del Gargano intercettano, e a loro volta realizzano, una “geografia del sacro” in cui fenomeni cultuali molteplici, emersi in epoche e in contesti storico-culturali differenti, si intrecciano e persistono da oltre 1500 anni. Questo paper evidenzia come tali luoghi, apparentemente eterogenei, siano connessi sul piano concreto e simbolico dalle vie di pellegrinaggio e dalle pratiche devozionali dei fedeli. Il contributo è l’occasione per presentare le ricerche condotte nell’ambito del Progetto FIRB Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra tarda antichità e medioevo, che si è focalizzato sull’area garganica.
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