Poeta sensibile alle suggestioni di G.B. Marino, Ferdinando Donno (1591-1649) con la 'Musa lirica' (620) e il poemetto 'Gli amori di Leandro ed Ero' punta a una rinnovata esperienza di canzoniere, ricco di forme espressive e di inquietudini, non immemore però di Torquato Tasso, nella rielaborazione di analitiche introspezioni. In esibita padronanza versificatoria, il Donno costruisce una sua cifra personale nell'ambito della poetica barocca di novità-sorpresa-meraviglia, secondo una rappresentazione drammatica, in chiaroscuro antitetico, come irto percorso in direzione di una certezza appagante e definitiva.

Ferdinando Donno e Gli amori di Leandro ed Ero (1620). Con La Musa Lirica, fra Petrarca e Marino

Filieri Emilio
2018

Abstract

Poeta sensibile alle suggestioni di G.B. Marino, Ferdinando Donno (1591-1649) con la 'Musa lirica' (620) e il poemetto 'Gli amori di Leandro ed Ero' punta a una rinnovata esperienza di canzoniere, ricco di forme espressive e di inquietudini, non immemore però di Torquato Tasso, nella rielaborazione di analitiche introspezioni. In esibita padronanza versificatoria, il Donno costruisce una sua cifra personale nell'ambito della poetica barocca di novità-sorpresa-meraviglia, secondo una rappresentazione drammatica, in chiaroscuro antitetico, come irto percorso in direzione di una certezza appagante e definitiva.
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