Sul finire del 1507 Giulio II istituisce l’Archivio della Romana Curia nel quale prescrive vi fossero registrati e conservati gli atti pubblici e processuali dei curiales: il provvedimento mirava a tutelarne gli interessi negoziali a causa della generalizzata inaffidabilità del notariato dell’Urbe, in particolare di quello esercitato da forestieri privatamente e senza regolamento. Il pontefice prepone un Collegio di novantuno scriptores e dieci correctores al funzionamento dell’Archivio e attraverso l’analisi degli elementi peritestuali dei registri dei rogiti, specificamente dei primi nove libri instrumentorum, si è cercato di ricostruire, anche rispetto alla normativa, l’organizzazione degli officia scriptoriae e correctoriae e l’iter di registrazione degli atti a partire dalla presentazione in Archivio delle notae dei rogatari, evidenziando inoltre gli inconvenienti della ricopiatura.

By the end of the 1507, Julius II instituted the Archivio della Romana Curia, in which he ordered to record and to store public and processual acts made by curiales: this measure aimed at protecting their negotiating interests because of the generalized unreliability of the Roman notarial class, particularly the one privately practiced by strangers without any regulation. The pope entrusted the management of the Archive to a College of ninety-one scriptores and ten correctores and, through the analysis of some marginalia and registers of deeds, specifically the first nine libri instrumentorum, we tried to recreate, also in relation to the legislation, the organization of the officia scriptoriae and the correctoriae and the process of registration of the acts starting from the presentation in the Archive of the notaries’notae, highlighting some inconveniences of the copying.

I libri instrumentorum della sezione LXVI dell’Archivio notarile generale urbano

Drago Tedeschini, C.
2018

Abstract

By the end of the 1507, Julius II instituted the Archivio della Romana Curia, in which he ordered to record and to store public and processual acts made by curiales: this measure aimed at protecting their negotiating interests because of the generalized unreliability of the Roman notarial class, particularly the one privately practiced by strangers without any regulation. The pope entrusted the management of the Archive to a College of ninety-one scriptores and ten correctores and, through the analysis of some marginalia and registers of deeds, specifically the first nine libri instrumentorum, we tried to recreate, also in relation to the legislation, the organization of the officia scriptoriae and the correctoriae and the process of registration of the acts starting from the presentation in the Archive of the notaries’notae, highlighting some inconveniences of the copying.
Sul finire del 1507 Giulio II istituisce l’Archivio della Romana Curia nel quale prescrive vi fossero registrati e conservati gli atti pubblici e processuali dei curiales: il provvedimento mirava a tutelarne gli interessi negoziali a causa della generalizzata inaffidabilità del notariato dell’Urbe, in particolare di quello esercitato da forestieri privatamente e senza regolamento. Il pontefice prepone un Collegio di novantuno scriptores e dieci correctores al funzionamento dell’Archivio e attraverso l’analisi degli elementi peritestuali dei registri dei rogiti, specificamente dei primi nove libri instrumentorum, si è cercato di ricostruire, anche rispetto alla normativa, l’organizzazione degli officia scriptoriae e correctoriae e l’iter di registrazione degli atti a partire dalla presentazione in Archivio delle notae dei rogatari, evidenziando inoltre gli inconvenienti della ricopiatura.
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