Il volume offre l'edizione critica e lo studio di "Cómo ha de usarse del bien y ha de prevenirse el mal", una commedia anonima di epoca barocca, di cui si conserva un unico testimone manoscritto presso la Biblioteca Palatina di Parma. Alla fine del XIX secolo l’ispanista Antonio Restori, studiò il codice e vide che nella lista di commedie che Lope de Vega aveva inserito nella prima edizione del Peregrino de su patria (1604) compariva un titolo che si ricollegava al testo parmigiano, Los Guzmanes de Toral. A questo punto, data anche una certa somiglianza tra la grafia di alcune carte del manoscritto e quella lopiana, dedusse che la commedia era un autografo del Fénix. L’indagine si concludeva nel 1899 con l’edizione della commedia, poi riedita nel 1929 dalla Real Academia Española. Questa edizione critica, a distanza di più di un secolo, si propone di mettere in luce le potenzialità di una commedia “andata così oscuramente smarrita e ignorata”, eppure godibile dal punto di vista drammatico e ricca di interessanti punti di tangenza con la produzione coeva nell’ambito del genere delle comedias de privanza, offrendo altresì una più accurata lettura del testimone manoscritto, che, sulla base delle conoscenze attuali, certamente non è autografo. Nella presente edizione si vuole offrire una nuova e più scrupolosa lettura, da un lato, del manoscritto nelle sue peculiarità; e, dall’altro, della commedia in quanto prodotto letterario e non unicamente come possibile autografo di qualche illustre drammaturgo aureo. Data la mancanza infatti di elementi concreti, ogni congettura sulla paternità dell’opera, non potrebbe trovare riscontro diretto.

"Cómo ha de usarse del bien y ha de prevenirse el mal", edizione critica, introduzione e note a cura di Paola Laskaris

LASKARIS, PAOLA
2008-01-01

Abstract

Il volume offre l'edizione critica e lo studio di "Cómo ha de usarse del bien y ha de prevenirse el mal", una commedia anonima di epoca barocca, di cui si conserva un unico testimone manoscritto presso la Biblioteca Palatina di Parma. Alla fine del XIX secolo l’ispanista Antonio Restori, studiò il codice e vide che nella lista di commedie che Lope de Vega aveva inserito nella prima edizione del Peregrino de su patria (1604) compariva un titolo che si ricollegava al testo parmigiano, Los Guzmanes de Toral. A questo punto, data anche una certa somiglianza tra la grafia di alcune carte del manoscritto e quella lopiana, dedusse che la commedia era un autografo del Fénix. L’indagine si concludeva nel 1899 con l’edizione della commedia, poi riedita nel 1929 dalla Real Academia Española. Questa edizione critica, a distanza di più di un secolo, si propone di mettere in luce le potenzialità di una commedia “andata così oscuramente smarrita e ignorata”, eppure godibile dal punto di vista drammatico e ricca di interessanti punti di tangenza con la produzione coeva nell’ambito del genere delle comedias de privanza, offrendo altresì una più accurata lettura del testimone manoscritto, che, sulla base delle conoscenze attuali, certamente non è autografo. Nella presente edizione si vuole offrire una nuova e più scrupolosa lettura, da un lato, del manoscritto nelle sue peculiarità; e, dall’altro, della commedia in quanto prodotto letterario e non unicamente come possibile autografo di qualche illustre drammaturgo aureo. Data la mancanza infatti di elementi concreti, ogni congettura sulla paternità dell’opera, non potrebbe trovare riscontro diretto.
9788882094270
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