L'"idea rovesciata" è per Schelling quella in cui il concetto supremo della filosofia razionale o negativa – quello di Dio come ipsum Ens, come l'essente stesso – si ribalta nel riconoscimento di un essere inconoscibile e inoggettivabile di cui la filosofia positiva o religione filosofica cercherà di dimostrare a posteriori la divinità. Il tema cruciale del tardo Schelling – quello dell'articolazione tra filosofia negativa e filosofia positiva - sembra così riproporre, da un'angolazione diversa, la questione classica dell'ontoteologia: in che modo Dio si rapporta all'essere e all'essente. A partire dalle "Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana" (1809) fino agli ultimi scritti, e in particolare all'"Esposizione della filosofia puramente razionale" (1846/47-1854), il volume segue i tentativi schellinghiani di ridefinire i termini di questo rapporto e di tenere insieme una serie di istanze teoriche differenti se non contrapposte: la libertà di Dio nei confronti dell'essere e l'anteriorità della sua esistenza rispetto alal sua divinità; la sua irriducibilità al concetto e la necessità di quest'ulimo per la sua manifestazione.

L'idea rovesciata. Schelling e l'ontoteologia

STRUMMIELLO, Giuseppina
2007

Abstract

L'"idea rovesciata" è per Schelling quella in cui il concetto supremo della filosofia razionale o negativa – quello di Dio come ipsum Ens, come l'essente stesso – si ribalta nel riconoscimento di un essere inconoscibile e inoggettivabile di cui la filosofia positiva o religione filosofica cercherà di dimostrare a posteriori la divinità. Il tema cruciale del tardo Schelling – quello dell'articolazione tra filosofia negativa e filosofia positiva - sembra così riproporre, da un'angolazione diversa, la questione classica dell'ontoteologia: in che modo Dio si rapporta all'essere e all'essente. A partire dalle "Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana" (1809) fino agli ultimi scritti, e in particolare all'"Esposizione della filosofia puramente razionale" (1846/47-1854), il volume segue i tentativi schellinghiani di ridefinire i termini di questo rapporto e di tenere insieme una serie di istanze teoriche differenti se non contrapposte: la libertà di Dio nei confronti dell'essere e l'anteriorità della sua esistenza rispetto alal sua divinità; la sua irriducibilità al concetto e la necessità di quest'ulimo per la sua manifestazione.
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