Loredana Perla (Università di Bari Aldo Moro) con il suo saggio dal titolo La scuola media di primo grado. Idee per una ripartenza, porta il discorso su un nodo carico di criticità della scuola di base del nostro Paese. I tre punti di problematizzazione intorno ai quali l’Autrice organizza il suo intervento riguardano: la genesi di questo grado di scuola; i tratti di innovazione didattica ancora da valorizzare nella cornice della legge istitutiva del 1962; il futuro possibile della scuola media. L’Autrice propone un excursus storico politico della genesi della scuola media unica in Italia e a livello europeo, evidenziando come la sua istituzione sia stata il frutto di un particolare clima pedagogico e didattico (la pedagogia popolare con Dolci e Pettini, Bruno Ciari, la Scuola di Barbiana di Don Milani) e come essa, basata sui principi dell’unicità, orientatività, integrazione, abbia eliminato il fenomeno della scelta precoce effettuata in base alle condizioni sociali della famiglia e abbia contribuito a ridurre l’incidenza della selezione sociale. Eppure, incalza Loredana Perla, l’Italia oggi risulta essere il Paese con il calo degli apprendimenti più netto nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola media e una fortissima selezione su base sociale proprio a livello di scuola media (Rapporto Fondazione Agnelli, 2011). Quanto a strategie, secondo l’Autrice, piuttosto che pensare a una ennesima riorganizzazione ordinamentale, è opportuno puntare a rendere concreta e qualitativamente elevata la continuità didattica verticale e di ricerca fra scuola primaria e secondaria, considerando anche la chance della razionalizzazione in istituti comprensivi. Tale continuità dovrebbe essere garantita dal rispetto di tre linee-guida dell’agire didattico: inclusione, personalizzazione, orientamento. Inoltre, sostiene Loredana Perla, occorrerebbe ripartire dalla scuola secondaria di primo grado per progettare il rilancio della cultura tecnico professionale che si radica quella gerarchizzazione dei saperi che relega all’ultimo posto la cultura tecnico-applicativa e ritarda l’adozione di un curricolo e di una didattica per competenze “attesa” come esito dell’interazione tra il soggetto che apprende e il contesto di apprendimento e dell’experiential learning, poiché è proprio nella scuola media che si radica quella gerarchizzazione dei saperi che relega all’ ultimo posto la cultura tecnico-applicativa e ritarda l’adozione di un curricolo e di una didattica per competenze “attesa” come esito dell’interazione tra il soggetto che apprende e il contesto di apprendimento.

La scuola media di primo grado. Idee per una ripartenza

Perla L.
2016

Abstract

Loredana Perla (Università di Bari Aldo Moro) con il suo saggio dal titolo La scuola media di primo grado. Idee per una ripartenza, porta il discorso su un nodo carico di criticità della scuola di base del nostro Paese. I tre punti di problematizzazione intorno ai quali l’Autrice organizza il suo intervento riguardano: la genesi di questo grado di scuola; i tratti di innovazione didattica ancora da valorizzare nella cornice della legge istitutiva del 1962; il futuro possibile della scuola media. L’Autrice propone un excursus storico politico della genesi della scuola media unica in Italia e a livello europeo, evidenziando come la sua istituzione sia stata il frutto di un particolare clima pedagogico e didattico (la pedagogia popolare con Dolci e Pettini, Bruno Ciari, la Scuola di Barbiana di Don Milani) e come essa, basata sui principi dell’unicità, orientatività, integrazione, abbia eliminato il fenomeno della scelta precoce effettuata in base alle condizioni sociali della famiglia e abbia contribuito a ridurre l’incidenza della selezione sociale. Eppure, incalza Loredana Perla, l’Italia oggi risulta essere il Paese con il calo degli apprendimenti più netto nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola media e una fortissima selezione su base sociale proprio a livello di scuola media (Rapporto Fondazione Agnelli, 2011). Quanto a strategie, secondo l’Autrice, piuttosto che pensare a una ennesima riorganizzazione ordinamentale, è opportuno puntare a rendere concreta e qualitativamente elevata la continuità didattica verticale e di ricerca fra scuola primaria e secondaria, considerando anche la chance della razionalizzazione in istituti comprensivi. Tale continuità dovrebbe essere garantita dal rispetto di tre linee-guida dell’agire didattico: inclusione, personalizzazione, orientamento. Inoltre, sostiene Loredana Perla, occorrerebbe ripartire dalla scuola secondaria di primo grado per progettare il rilancio della cultura tecnico professionale che si radica quella gerarchizzazione dei saperi che relega all’ultimo posto la cultura tecnico-applicativa e ritarda l’adozione di un curricolo e di una didattica per competenze “attesa” come esito dell’interazione tra il soggetto che apprende e il contesto di apprendimento e dell’experiential learning, poiché è proprio nella scuola media che si radica quella gerarchizzazione dei saperi che relega all’ ultimo posto la cultura tecnico-applicativa e ritarda l’adozione di un curricolo e di una didattica per competenze “attesa” come esito dell’interazione tra il soggetto che apprende e il contesto di apprendimento.
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