Nell'ampia Presentazione della raccolta di saggi e interventi di Nicola Massimo de Feo, vengono ricostruite le linee essenziali della sua esperienza filosofica. Con larghissimo anticipo rispetto al dibattito sul "pensiero negativo" e sulla "Krisis", già negli anni sessanta, de Feo si confronta con Kierkegaard, Heidegger e Nietzsche, valorizzandone e discutendone la "rivolta esistenziale" contro l’ordine borghese, che - secondo lui - altre figure ed altri soggetti avrebbero tradotto e fatto esplodere nelle diverse forme della rivoluzione sociale. De Feo approfondisce, in particolare, la vicenda filosofica di Heidegger, liberandola dal suo alone misterico e decifrandola come tormentata presa di coscienza del tragico intreccio tra “ricchezza” e “miseria” cui conduce il combinarsi del capitalismo con le diverse forme di razionalizzazione e di pianificazione del dominio. Ma anche altri grandi esponenti del pensiero contemporaneo vengono attraversati dalla sua ricerca e, fra questi, indubbiamente Marx si attesta ben presto sullo sfondo del suo percorso. Weber e Lukács, d’altra parte, sono assunti da lui come i versanti, opposti e complementari al tempo stesso, di una tendenza diffusa nella cultura filosofico-politica del Novecento a costringere la “ragione” e la “rivoluzione” nella presunta alternativa fra capitalismo tecnocratico e socialismo burocratico. Tutto questo conduce de Feo ad una destrutturazione sistematica degli schemi teorici del riformismo borghese e del marxismo ufficiale, e soprattutto ad una ricostruzione instancabile delle esperienze dei movimenti irriducibili alle conciliazioni fra lavoro e capitale.

Presentazione

MARZOCCA, Ottavio
2005

Abstract

Nell'ampia Presentazione della raccolta di saggi e interventi di Nicola Massimo de Feo, vengono ricostruite le linee essenziali della sua esperienza filosofica. Con larghissimo anticipo rispetto al dibattito sul "pensiero negativo" e sulla "Krisis", già negli anni sessanta, de Feo si confronta con Kierkegaard, Heidegger e Nietzsche, valorizzandone e discutendone la "rivolta esistenziale" contro l’ordine borghese, che - secondo lui - altre figure ed altri soggetti avrebbero tradotto e fatto esplodere nelle diverse forme della rivoluzione sociale. De Feo approfondisce, in particolare, la vicenda filosofica di Heidegger, liberandola dal suo alone misterico e decifrandola come tormentata presa di coscienza del tragico intreccio tra “ricchezza” e “miseria” cui conduce il combinarsi del capitalismo con le diverse forme di razionalizzazione e di pianificazione del dominio. Ma anche altri grandi esponenti del pensiero contemporaneo vengono attraversati dalla sua ricerca e, fra questi, indubbiamente Marx si attesta ben presto sullo sfondo del suo percorso. Weber e Lukács, d’altra parte, sono assunti da lui come i versanti, opposti e complementari al tempo stesso, di una tendenza diffusa nella cultura filosofico-politica del Novecento a costringere la “ragione” e la “rivoluzione” nella presunta alternativa fra capitalismo tecnocratico e socialismo burocratico. Tutto questo conduce de Feo ad una destrutturazione sistematica degli schemi teorici del riformismo borghese e del marxismo ufficiale, e soprattutto ad una ricostruzione instancabile delle esperienze dei movimenti irriducibili alle conciliazioni fra lavoro e capitale.
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