Le relazioni tra l’Italia e i Cavalieri di Malta sono molto più che degne di nota, speciali o caratteristiche. Sono patrimonio costitutivo della storia di entrambi. L’Ordine, fondato da mercanti amalfitani in Terra Santa, ebbe nella lingua d’Italia uno dei suoi pilastri di fondazione e sostegno per tutto il corso della sua storia, con numerosi cavalieri e Gran Maestri, e con un uso frequente e qualificato della lingua italiana. Nei secoli di residenza a Malta fu l’antemurale strategico della Penisola, e la via dell’esilio, intrapresa nel 1798, condusse l’Ordine quasi naturalmente in Italia. Per un formale reciproco riconoscimento, tuttavia, con il relativo conseguente avvio di relazioni diplomatiche bisogna attendere altri straordinari eventi, come l’unificazione italiana, la rinascita dell’Ordine con il ripristino, nel 1879, della carica di Gran Maestro e l’avvio della sua diplomazia, e la conflagrazione dei due conflitti mondiali. Gli anni del Regno d’Italia non furono sufficienti a far maturare la formale decisione di scambiarsi delegati prima ed ambasciatori poi. Essa si produsse soltanto, con uno di quegli apparenti paradossi non infrequenti nella Storia, con la neonata Repubblica, tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta.

Relations between Italy and the Knights of Malta are far more than noteworthy, special or characteristic. They are the common patrimony of the history of both. The Order, founded by Amalfi merchants in the Holy Land, had in the language of the Italian Nation one of its pillars of foundation and support throughout its history, with numerous knights and Grand Masters, and with frequent and qualified use of the Italian language. During the centuries of residence in Malta, it was the strategic rampart of the Peninsula, and the pathway to exile, taken in 1798, led the Order almost naturally to Italy. However, for a formal mutual recognition, with the consequent onset of diplomatic relations, we need to await other extraordinary events, such as Italian unification, the rebirth of the Order with the restoration in 1879 of the office of Grand Master and the beginning of his diplomacy, and the conflagration of the two world conflicts. The long--lasting reign of the Kingdom of Italy was not enough to give rise to the formal decision to exchange delegates first and then ambassadors. This took place only with one of those apparent not-infrequent paradoxes in History, i.e. with the newly-born Republic, between the 1950s and the 1980s.

I Cavalieri e la Repubblica. La nascita delle relazioni diplomatiche tra l'Ordine di Malta e l'Italia.

Neri, Nicola
2017

Abstract

Relations between Italy and the Knights of Malta are far more than noteworthy, special or characteristic. They are the common patrimony of the history of both. The Order, founded by Amalfi merchants in the Holy Land, had in the language of the Italian Nation one of its pillars of foundation and support throughout its history, with numerous knights and Grand Masters, and with frequent and qualified use of the Italian language. During the centuries of residence in Malta, it was the strategic rampart of the Peninsula, and the pathway to exile, taken in 1798, led the Order almost naturally to Italy. However, for a formal mutual recognition, with the consequent onset of diplomatic relations, we need to await other extraordinary events, such as Italian unification, the rebirth of the Order with the restoration in 1879 of the office of Grand Master and the beginning of his diplomacy, and the conflagration of the two world conflicts. The long--lasting reign of the Kingdom of Italy was not enough to give rise to the formal decision to exchange delegates first and then ambassadors. This took place only with one of those apparent not-infrequent paradoxes in History, i.e. with the newly-born Republic, between the 1950s and the 1980s.
Le relazioni tra l’Italia e i Cavalieri di Malta sono molto più che degne di nota, speciali o caratteristiche. Sono patrimonio costitutivo della storia di entrambi. L’Ordine, fondato da mercanti amalfitani in Terra Santa, ebbe nella lingua d’Italia uno dei suoi pilastri di fondazione e sostegno per tutto il corso della sua storia, con numerosi cavalieri e Gran Maestri, e con un uso frequente e qualificato della lingua italiana. Nei secoli di residenza a Malta fu l’antemurale strategico della Penisola, e la via dell’esilio, intrapresa nel 1798, condusse l’Ordine quasi naturalmente in Italia. Per un formale reciproco riconoscimento, tuttavia, con il relativo conseguente avvio di relazioni diplomatiche bisogna attendere altri straordinari eventi, come l’unificazione italiana, la rinascita dell’Ordine con il ripristino, nel 1879, della carica di Gran Maestro e l’avvio della sua diplomazia, e la conflagrazione dei due conflitti mondiali. Gli anni del Regno d’Italia non furono sufficienti a far maturare la formale decisione di scambiarsi delegati prima ed ambasciatori poi. Essa si produsse soltanto, con uno di quegli apparenti paradossi non infrequenti nella Storia, con la neonata Repubblica, tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta.
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