Secondo i principi IAS/IFRS il bilancio assolve ad una funzione prettamente informativa; in tal senso ad esso viene assegnato l’obiettivo prioritario di fornire dati utili per le decisioni economiche dei principali destinatari dell’informazione contabile. Seguendo tale logica, al bilancio non può, invece, essere attribuita la funzione, tipica della tradizione contabile italiana e dell’Europa continentale, di determinazione del reddito prodotto e quindi dell’utile distribuibile, né gli può essere riconosciuta alcuna funzione organizzativa. Ciò comporta l’assenza, nei principi IAS/IFRS e nel Framework for the preparation and presentation of financial statements, predisposto dallo IASC nel 1989 e adottato dallo IASB nel 2001, di qualsiasi clausola generale simile a quella prevista dal comma 3 dell’art. 2 della IV Direttiva CEE («I conti annuali devono fornire un quadro fedele della situazione patrimoniale, di quella finanziaria, nonché del risultato economico della società»). Ciò significa che, mentre negli ordinamenti nazionali degli Stati aderenti all’Unione Europea (compresa l’Italia), il fine del bilancio è costituito dalla rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, nonché del risultato economico dell’esercizio, secondo i principi contabili internazionali la determinazione del reddito di esercizio e del collegato capitale di funzionamento assume una mera funzione strumentale (ossia di «mezzo a fine») rispetto all’obiettivo fondamentale del bilancio di fornire informazioni utili alle decisioni economiche degli investitori, decisioni basate sulla valutazione della capacità dell’impresa di generare nel tempo flussi di cassa e/o mezzi equivalenti. Tale differente prospettiva determina un diverso modo di intendere i concetti di reddito e capitale a seconda che si consideri la cultura contabile europea, piuttosto che la logica, di ispirazione anglosassone, su cui si basano i principi IAS/IFRS. A tali profili di analisi comparatistica è rivolto il volume.

Reddito e capitale nel processo di armonizzazione dell'informazione contabile

DELL'ATTI, Vittorio
2008

Abstract

Secondo i principi IAS/IFRS il bilancio assolve ad una funzione prettamente informativa; in tal senso ad esso viene assegnato l’obiettivo prioritario di fornire dati utili per le decisioni economiche dei principali destinatari dell’informazione contabile. Seguendo tale logica, al bilancio non può, invece, essere attribuita la funzione, tipica della tradizione contabile italiana e dell’Europa continentale, di determinazione del reddito prodotto e quindi dell’utile distribuibile, né gli può essere riconosciuta alcuna funzione organizzativa. Ciò comporta l’assenza, nei principi IAS/IFRS e nel Framework for the preparation and presentation of financial statements, predisposto dallo IASC nel 1989 e adottato dallo IASB nel 2001, di qualsiasi clausola generale simile a quella prevista dal comma 3 dell’art. 2 della IV Direttiva CEE («I conti annuali devono fornire un quadro fedele della situazione patrimoniale, di quella finanziaria, nonché del risultato economico della società»). Ciò significa che, mentre negli ordinamenti nazionali degli Stati aderenti all’Unione Europea (compresa l’Italia), il fine del bilancio è costituito dalla rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, nonché del risultato economico dell’esercizio, secondo i principi contabili internazionali la determinazione del reddito di esercizio e del collegato capitale di funzionamento assume una mera funzione strumentale (ossia di «mezzo a fine») rispetto all’obiettivo fondamentale del bilancio di fornire informazioni utili alle decisioni economiche degli investitori, decisioni basate sulla valutazione della capacità dell’impresa di generare nel tempo flussi di cassa e/o mezzi equivalenti. Tale differente prospettiva determina un diverso modo di intendere i concetti di reddito e capitale a seconda che si consideri la cultura contabile europea, piuttosto che la logica, di ispirazione anglosassone, su cui si basano i principi IAS/IFRS. A tali profili di analisi comparatistica è rivolto il volume.
978-88-495-1674-6
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