Lo sviluppo tecnologico ha prodotto una convergenza sempre più stretta tra mezzi di comunicazione di massa, telefono e computer, a cui si è dato il nome di multimedialità. Ognuno di essi, o meglio il loro uso in connessione consente ora di soddisfare, anche simultaneamente, le diverse esigenze di informazione e comunicazione: dalla diffusione del proprio pensiero o di informazioni, alla comunicazione bilaterale riservata, alla archiviazione dei dati. La tradizionale corrispondenza biunivoca tra mezzi ed attività risulta quindi superata. Ciò accentua le difficoltà nella analisi dei fatti e nella loro qualificazione giuridica. La “via breve” della qualificazione ampia non consente di risolvere il problema di garantire che le differenti situazioni siano trattate secondo le prescrizioni differenti sancite dalla Costituzione. Questo studio, allora, prova a percorrere quella del marcare i confini tra le tre contigue libertà costituzionali di comunicare, informare ed informarsi. Via più ardua, ma inevitabile per giungere ad un inquadramento tassativo dei fatti comunicativi.

Libertà di comunicazione e convergenza multimediale

LOGROSCINO, Pierdomenico
2008

Abstract

Lo sviluppo tecnologico ha prodotto una convergenza sempre più stretta tra mezzi di comunicazione di massa, telefono e computer, a cui si è dato il nome di multimedialità. Ognuno di essi, o meglio il loro uso in connessione consente ora di soddisfare, anche simultaneamente, le diverse esigenze di informazione e comunicazione: dalla diffusione del proprio pensiero o di informazioni, alla comunicazione bilaterale riservata, alla archiviazione dei dati. La tradizionale corrispondenza biunivoca tra mezzi ed attività risulta quindi superata. Ciò accentua le difficoltà nella analisi dei fatti e nella loro qualificazione giuridica. La “via breve” della qualificazione ampia non consente di risolvere il problema di garantire che le differenti situazioni siano trattate secondo le prescrizioni differenti sancite dalla Costituzione. Questo studio, allora, prova a percorrere quella del marcare i confini tra le tre contigue libertà costituzionali di comunicare, informare ed informarsi. Via più ardua, ma inevitabile per giungere ad un inquadramento tassativo dei fatti comunicativi.
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