Con il presente saggio si è inteso svolgere una esercitazione linguistica e allo stesso tempo concettuale e metodologica al fine di dare una risposta al quesito circa i mezzi e lo “strumentario” attraverso cui è possibile oggi allo studioso esplorare il passato. L’indagine è condotta attraverso l’esegesi di un passo famoso del giurista Ulpiano, D. 1.1.1 pr. -2, e del le riflessioni svolte al riguardo da Emilio Betti, autorevole civilista ma anche romanista, le quali vengono a loro volta sottoposte ad una serrata critica dal punto di vista della “coerenza” rispetto all’uso di categorie giuspubblicistiche odierne applicate al la definizione e comprensione delle realtà giuridiche . L’esito della ricerca approda alla persuasione circa l’ ammissibilità, per la ricostruzione del passato, dell’impiego di tutte le categorie offerte dalle scienze moderne, purché si abbia consapevolezza della loro funzione meramente euristica, così da evitare il rischio di sovrapporre , in maniera automatica il presente al passato, con una scelta che sarebbe altrimenti scorretta e non storicamente affidabile sul piano metodologico.

Realtà antiche e categorie moderne.Osservazioni metodologiche

SICARI, Amalia
2006

Abstract

Con il presente saggio si è inteso svolgere una esercitazione linguistica e allo stesso tempo concettuale e metodologica al fine di dare una risposta al quesito circa i mezzi e lo “strumentario” attraverso cui è possibile oggi allo studioso esplorare il passato. L’indagine è condotta attraverso l’esegesi di un passo famoso del giurista Ulpiano, D. 1.1.1 pr. -2, e del le riflessioni svolte al riguardo da Emilio Betti, autorevole civilista ma anche romanista, le quali vengono a loro volta sottoposte ad una serrata critica dal punto di vista della “coerenza” rispetto all’uso di categorie giuspubblicistiche odierne applicate al la definizione e comprensione delle realtà giuridiche . L’esito della ricerca approda alla persuasione circa l’ ammissibilità, per la ricostruzione del passato, dell’impiego di tutte le categorie offerte dalle scienze moderne, purché si abbia consapevolezza della loro funzione meramente euristica, così da evitare il rischio di sovrapporre , in maniera automatica il presente al passato, con una scelta che sarebbe altrimenti scorretta e non storicamente affidabile sul piano metodologico.
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