La tradizionale immagine di Marsiglia come "ville du négoce", un porto di rilevante importanza, dominato da un numero ristretto di negozianti e grandi compagnie che controllano la vita politica e economica, non dà conto della straordinaria varietà di attori e pratiche coinvolti in scambi e traffici, o delle ragioni del successo economico della città. Il grande secolo di scambi a Marsiglia si fonda sulla ricchezza delle relazioni fra i grossi negozianti e una varietà di piccoli mercanti, sia francesi che stranieri. Se guardiamo ad una via marittima "minore", come quella tirrenica, troviamo mercanti "marginali", in particolare italiani, provenienti spesso da piccoli borghi costieri, pienamente coinvolti nei traffici e nei commerci marsigliesi, secondo modalità varie. D'altro canto, un gruppo dotato di grande forza economica, come quello dei protestanti, che si tengono in disparte rispetto alla vita sociale ed economica locale e agli ambienti del negozio, e che di conseguenza preferiscono scambi introvertiti, diventano col tempo un gruppo marginale, riducendo il proprio potenziale di crescita e di successo.

Una «folla» mercantile fra pratiche e identità: nella Marsiglia settecentesca risalendo il Tirreno

Annastella Carrino
2009

Abstract

La tradizionale immagine di Marsiglia come "ville du négoce", un porto di rilevante importanza, dominato da un numero ristretto di negozianti e grandi compagnie che controllano la vita politica e economica, non dà conto della straordinaria varietà di attori e pratiche coinvolti in scambi e traffici, o delle ragioni del successo economico della città. Il grande secolo di scambi a Marsiglia si fonda sulla ricchezza delle relazioni fra i grossi negozianti e una varietà di piccoli mercanti, sia francesi che stranieri. Se guardiamo ad una via marittima "minore", come quella tirrenica, troviamo mercanti "marginali", in particolare italiani, provenienti spesso da piccoli borghi costieri, pienamente coinvolti nei traffici e nei commerci marsigliesi, secondo modalità varie. D'altro canto, un gruppo dotato di grande forza economica, come quello dei protestanti, che si tengono in disparte rispetto alla vita sociale ed economica locale e agli ambienti del negozio, e che di conseguenza preferiscono scambi introvertiti, diventano col tempo un gruppo marginale, riducendo il proprio potenziale di crescita e di successo.
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