La conclusione dei restauri nel succorpo della cattedrale ha permesso di puntualizzare diversi elementi che nel corso degli anni si erano via via evidenziati e che meritavano una attenzione maggiore al fine di comprendere al meglio le fasi costruttive della chiesa di età paleocristiana. Oltre a alle fasi costruttive di V e VI secolo,che hanno permesso di comprendere l'articolazioenoriginaria dell'edifico, sorto su strutture romane, si sono potute individuare con precisione le varie stesure della grandiosa pavimentazione musiva di età paleocristiana che interessava la navata centrale nella zona di controfacciata; questa è riconducibile a diversi interventi, di cui l'ultimo, della fine del VI secolo, è dovuto a all'iniziativa di un privato, Timoteo, in accordo con il vescovo dell'epoca, Andrea, come ben testimonia la lunga iscrizione inserita nel tappeto musivo. Il restauro del mosaico ha permesso di individuare l'inserimento del grande pannello con l'iscrizione all'interno di una pavimentazione precedente che aveva subito notevoli guasti e dissesti dovuti alle infiltrazioni dell'acqua proveniente dal mare. Si è potuta identificare, sulla base di precisi confronti stilistici e iconografici della decorazione, la presenza di maestranze provenienti dall'area greca, proposta confortata anche dall'analisi dell'iscrizione dedicatoria, in cui sono evidenti modelli di origine orientale. L'edificio, che all'esterno ospitava due piccole necropoli, doveva essere fornito anche di battistero noto dalle fonti scritte degli inizi dell'XI secolo, scomparso per la costruzione della grande cisterna per la raccolta dell'acqua realizzata all'interno dell'edifico circolare noto con il nome di Trulla.

L'edificio paleocristiano: una rivisitazione e alcune considerazioni / BERTELLI G. - (2009), pp. 121-137.

L'edificio paleocristiano: una rivisitazione e alcune considerazioni

BERTELLI, Gioia
2009

Abstract

La conclusione dei restauri nel succorpo della cattedrale ha permesso di puntualizzare diversi elementi che nel corso degli anni si erano via via evidenziati e che meritavano una attenzione maggiore al fine di comprendere al meglio le fasi costruttive della chiesa di età paleocristiana. Oltre a alle fasi costruttive di V e VI secolo,che hanno permesso di comprendere l'articolazioenoriginaria dell'edifico, sorto su strutture romane, si sono potute individuare con precisione le varie stesure della grandiosa pavimentazione musiva di età paleocristiana che interessava la navata centrale nella zona di controfacciata; questa è riconducibile a diversi interventi, di cui l'ultimo, della fine del VI secolo, è dovuto a all'iniziativa di un privato, Timoteo, in accordo con il vescovo dell'epoca, Andrea, come ben testimonia la lunga iscrizione inserita nel tappeto musivo. Il restauro del mosaico ha permesso di individuare l'inserimento del grande pannello con l'iscrizione all'interno di una pavimentazione precedente che aveva subito notevoli guasti e dissesti dovuti alle infiltrazioni dell'acqua proveniente dal mare. Si è potuta identificare, sulla base di precisi confronti stilistici e iconografici della decorazione, la presenza di maestranze provenienti dall'area greca, proposta confortata anche dall'analisi dell'iscrizione dedicatoria, in cui sono evidenti modelli di origine orientale. L'edificio, che all'esterno ospitava due piccole necropoli, doveva essere fornito anche di battistero noto dalle fonti scritte degli inizi dell'XI secolo, scomparso per la costruzione della grande cisterna per la raccolta dell'acqua realizzata all'interno dell'edifico circolare noto con il nome di Trulla.
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