Risalendo alle origini del diritto del lavoro, il saggio individua nella inderogabilità il tratto saliente delle prime leggi sociali. Per quanto timida e frammentaria, quella legislazione contribuì a mettere in crisi la tradizionale distinzione fra il diritto privato (costruito sulla libertà ed eguaglianza formale/astratta) e il diritto pubblico (costruito sul principio di autorità). All'affermazione della norma inderogabile, come tecnica regolativa tipica del diritto del lavoro, fornì un contributo decisivo pure la magistratura probivirale, la quale costruì un diritto nuovo, in parte tratto dalle consuetudini preesistenti, ma rafforzato attraverso l'attributo dell'inderogabilità. Al tempo della legislazione sul contratto di impiego privato, l'inderogabilità era ormai un principio generale della materia, la quale era già indirizzata verso la legificazione (e poi la codificazione) delle proprie regole. Parallelamente, anche il contratto collettivo, altra fonte essenziale di regolazione dei rapporti di lavoro, si mosse nella direzione della inderogabilità: dapprima, per effetto di una pura operazione interpretativa di stampo dottrinale e giurisprudenziale, successivamente grazie alla legislazione sindacale corporativa, poi rifluita nel codice civile.

L'inderogabilità come attributo genetico del diritto del lavoro. Un profilo storico / VOZA R. - In: RIVISTA GIURIDICA DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE. - ISSN 0392-7229. - (2006), pp. 229-276.

L'inderogabilità come attributo genetico del diritto del lavoro. Un profilo storico

VOZA, Roberto
2006

Abstract

Risalendo alle origini del diritto del lavoro, il saggio individua nella inderogabilità il tratto saliente delle prime leggi sociali. Per quanto timida e frammentaria, quella legislazione contribuì a mettere in crisi la tradizionale distinzione fra il diritto privato (costruito sulla libertà ed eguaglianza formale/astratta) e il diritto pubblico (costruito sul principio di autorità). All'affermazione della norma inderogabile, come tecnica regolativa tipica del diritto del lavoro, fornì un contributo decisivo pure la magistratura probivirale, la quale costruì un diritto nuovo, in parte tratto dalle consuetudini preesistenti, ma rafforzato attraverso l'attributo dell'inderogabilità. Al tempo della legislazione sul contratto di impiego privato, l'inderogabilità era ormai un principio generale della materia, la quale era già indirizzata verso la legificazione (e poi la codificazione) delle proprie regole. Parallelamente, anche il contratto collettivo, altra fonte essenziale di regolazione dei rapporti di lavoro, si mosse nella direzione della inderogabilità: dapprima, per effetto di una pura operazione interpretativa di stampo dottrinale e giurisprudenziale, successivamente grazie alla legislazione sindacale corporativa, poi rifluita nel codice civile.
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