L’evolversi in ottica moderna e polifunzionale dell’attività bancaria ha permesso di superare il tradizionale concetto di accessorietà e marginalità del portafoglio titoli delle banche e di attribuirgli un ruolo centrale nella complessiva strategia degli intermediari creditizi e sinergico con le diverse funzioni (creditizia e di tesoreria in particolare) e attività svolte (si pensi alla prestazione di servizi di investimento). In una accezione ristretta il portafoglio titoli delle banche comprende i soli strumenti finanziari di proprietà, non qualificabili come partecipazioni. In una accezione più ampia ed integrata dell’attività di intermediazione bancaria, il portafoglio titoli è definibile come insieme degli strumenti finanziari di proprietà e degli strumenti finanziari emessi. In tale ottica il portafoglio titoli è rappresentativo del complessivo ricorso agli strumenti finanziari del mercato dei capitali, sia per finalità di impiego, sia per il mantenimento di condizioni di liquidità, sia per necessità di raccolta, sia per consentire lo svolgimento dei servizi di investimento. In questo lavoro si adotterà l’accezione ampia dell’aggregato “portafoglio titoli”, con l’unica precisazione che, essendo gli strumenti derivati oggetto di specifica trattazione in altre parti del testo, si concentrerà l’attenzione sugli strumenti finanziari del portafoglio titoli diversi da quelli derivati. L’importanza del portafoglio titoli nella moderna gestione bancaria è cresciuta, con grande intensità, nel tempo. Da strumento per la sola gestione delle esigenze di tesoreria, l’assolvimento di vincoli di portafoglio ed il finanziamento degli istituti di credito speciale, si è trasformato, anche grazie al concorso di una serie di fattori esterni, in elemento attivo della complessiva dinamica della raccolta, degli impieghi bancari e dell’offerta di servizi di investimento. L’International accounting standards committee ha dedicato lo IAS 39 alla rilevazione ed alla valutazione degli strumenti finanziari. Adottato, nella versione attuale, nel dicembre 2003, il principio contabile è stato oggetto, sin dai mesi successivi alla sua pubblicazione, di integrazioni ed emendamenti. Obiettivo del presente lavoro è tracciare il quadro economico, finanziario e normativo dell’applicazione dello IAS 39 al portafoglio titoli delle banche e valutarne i possibili effetti in termini di equilibrio economico, rappresentatività di bilancio e tutela dei portatori esterni di interesse. L’analisi permetterà di svolgere diverse riflessioni ed evidenziare alcuni aspetti di criticità. Non ci si soffermerà sull’evoluzione, travagliata, della formulazione del principio o quella delle sue interpretazioni, né tanto meno a descrivere i vari passaggi che hanno portato alla sua adozione nella legislazione comunitaria e nazionale . Si farà, invece, riferimento al principio in vigore al momento della redazione di queste pagine ed alle norme di introduzione in Italia e nella Unione europea.

LO IAS 39: IL TRATTAMENTO CONTABILE DEL PORTAFOGLIO TITOLI ED I RIFLESSI SULL'EQUILIBRIO ECONOMICO DELLA BANCA

PIZZUTILO, FABIO
2009

Abstract

L’evolversi in ottica moderna e polifunzionale dell’attività bancaria ha permesso di superare il tradizionale concetto di accessorietà e marginalità del portafoglio titoli delle banche e di attribuirgli un ruolo centrale nella complessiva strategia degli intermediari creditizi e sinergico con le diverse funzioni (creditizia e di tesoreria in particolare) e attività svolte (si pensi alla prestazione di servizi di investimento). In una accezione ristretta il portafoglio titoli delle banche comprende i soli strumenti finanziari di proprietà, non qualificabili come partecipazioni. In una accezione più ampia ed integrata dell’attività di intermediazione bancaria, il portafoglio titoli è definibile come insieme degli strumenti finanziari di proprietà e degli strumenti finanziari emessi. In tale ottica il portafoglio titoli è rappresentativo del complessivo ricorso agli strumenti finanziari del mercato dei capitali, sia per finalità di impiego, sia per il mantenimento di condizioni di liquidità, sia per necessità di raccolta, sia per consentire lo svolgimento dei servizi di investimento. In questo lavoro si adotterà l’accezione ampia dell’aggregato “portafoglio titoli”, con l’unica precisazione che, essendo gli strumenti derivati oggetto di specifica trattazione in altre parti del testo, si concentrerà l’attenzione sugli strumenti finanziari del portafoglio titoli diversi da quelli derivati. L’importanza del portafoglio titoli nella moderna gestione bancaria è cresciuta, con grande intensità, nel tempo. Da strumento per la sola gestione delle esigenze di tesoreria, l’assolvimento di vincoli di portafoglio ed il finanziamento degli istituti di credito speciale, si è trasformato, anche grazie al concorso di una serie di fattori esterni, in elemento attivo della complessiva dinamica della raccolta, degli impieghi bancari e dell’offerta di servizi di investimento. L’International accounting standards committee ha dedicato lo IAS 39 alla rilevazione ed alla valutazione degli strumenti finanziari. Adottato, nella versione attuale, nel dicembre 2003, il principio contabile è stato oggetto, sin dai mesi successivi alla sua pubblicazione, di integrazioni ed emendamenti. Obiettivo del presente lavoro è tracciare il quadro economico, finanziario e normativo dell’applicazione dello IAS 39 al portafoglio titoli delle banche e valutarne i possibili effetti in termini di equilibrio economico, rappresentatività di bilancio e tutela dei portatori esterni di interesse. L’analisi permetterà di svolgere diverse riflessioni ed evidenziare alcuni aspetti di criticità. Non ci si soffermerà sull’evoluzione, travagliata, della formulazione del principio o quella delle sue interpretazioni, né tanto meno a descrivere i vari passaggi che hanno portato alla sua adozione nella legislazione comunitaria e nazionale . Si farà, invece, riferimento al principio in vigore al momento della redazione di queste pagine ed alle norme di introduzione in Italia e nella Unione europea.
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