Le pagine che seguono, la cui lettura potrebbe aver inizio dai testi poetici XVIII e XIX della parte A dell’Appendice e dall’ultimo testo poetico della parte B, raccolgono annotazioni tenute insieme, quasi ravvoltolate ed intrecciate, da rispettive figure retoriche, riflessioni volte a delineare e a profilare una scrittura propria consona al testo: retorica dell’opera nella retoricità della scrittura. Il tema fondamentale è una riflessione generale su un romanzo ineludibile per un qualsiasi lettore: "La morte di Virgilio" di Hermann Broch (1886-1951), riflessione che ha voluto essere non soltanto critica ma anche giuridico-politica e filosofica, tenendo conto di quella che è stata la vicenda umana, storica ed artistica di Hermann Broch. Nondimeno ogni figura retorica scelta caratterizza da un lato un particolare andamento delle varie notazioni che tratteggiano l’approfondimento teoretico-meditativo sull’insieme di quel romanzo, ma dall’altro lato la stessa figura retorica pluralizza la scrittura di quanto qui delineato, quasi a voler essere espressione di un confronto tra amante ed amato, tra letteratura e realtà, tra ars poetica e critica filosofico-letteraria. Con una tale ricorsività si è voluto offrire una retorica del senso verso quanto perduto o atteso vanamente, quasi volendosi affiancare allo stesso dolore dello scrittore costretto a rinunciare alla sua opera per portarla poi a termine casualmente, quando ormai proprio la vita di quello scrittore era stata data per spacciata. In fondo il legame tra lo scrittore e la sua opera è in tutto simile a quello che intreccia la sua vita con il mistero di quest’ultima e con il segreto di un amore anch’esso inseguito, perso, vaneggiato, oltremodo atteso: sino ad essere questo amore un inspiegabile mistero del suo essere, della sua esistenza e della sua morte. Queste notazioni – dunque cercata musicalità nell’insieme delle parole –, e questo omaggio a Hermann Broch ed alla sua opera più prossima ad essere considerata un vero e proprio struggimento letterario e stordimento passionale, cioè "La morte di Virgilio", sono stati dedicati al mio amico e collega Roberto Rizzo, a cui, nell'anno accademico 2001-2002, è stata conferita la Hermann Broch Fellowship in Modern Literature and Philosophy in German dalla “Beinecke Rare Book and Manuscript Library” della Yale University, dove Broch insegnò dalla fine degli anni Trenta sino alla sua morte.

Retorica dell'opera. Pluralità critiche e giuridico-politiche su "La morte di Virgilio" di Hermann Broch

LONGO, GIANFRANCO
2010-01-01

Abstract

Le pagine che seguono, la cui lettura potrebbe aver inizio dai testi poetici XVIII e XIX della parte A dell’Appendice e dall’ultimo testo poetico della parte B, raccolgono annotazioni tenute insieme, quasi ravvoltolate ed intrecciate, da rispettive figure retoriche, riflessioni volte a delineare e a profilare una scrittura propria consona al testo: retorica dell’opera nella retoricità della scrittura. Il tema fondamentale è una riflessione generale su un romanzo ineludibile per un qualsiasi lettore: "La morte di Virgilio" di Hermann Broch (1886-1951), riflessione che ha voluto essere non soltanto critica ma anche giuridico-politica e filosofica, tenendo conto di quella che è stata la vicenda umana, storica ed artistica di Hermann Broch. Nondimeno ogni figura retorica scelta caratterizza da un lato un particolare andamento delle varie notazioni che tratteggiano l’approfondimento teoretico-meditativo sull’insieme di quel romanzo, ma dall’altro lato la stessa figura retorica pluralizza la scrittura di quanto qui delineato, quasi a voler essere espressione di un confronto tra amante ed amato, tra letteratura e realtà, tra ars poetica e critica filosofico-letteraria. Con una tale ricorsività si è voluto offrire una retorica del senso verso quanto perduto o atteso vanamente, quasi volendosi affiancare allo stesso dolore dello scrittore costretto a rinunciare alla sua opera per portarla poi a termine casualmente, quando ormai proprio la vita di quello scrittore era stata data per spacciata. In fondo il legame tra lo scrittore e la sua opera è in tutto simile a quello che intreccia la sua vita con il mistero di quest’ultima e con il segreto di un amore anch’esso inseguito, perso, vaneggiato, oltremodo atteso: sino ad essere questo amore un inspiegabile mistero del suo essere, della sua esistenza e della sua morte. Queste notazioni – dunque cercata musicalità nell’insieme delle parole –, e questo omaggio a Hermann Broch ed alla sua opera più prossima ad essere considerata un vero e proprio struggimento letterario e stordimento passionale, cioè "La morte di Virgilio", sono stati dedicati al mio amico e collega Roberto Rizzo, a cui, nell'anno accademico 2001-2002, è stata conferita la Hermann Broch Fellowship in Modern Literature and Philosophy in German dalla “Beinecke Rare Book and Manuscript Library” della Yale University, dove Broch insegnò dalla fine degli anni Trenta sino alla sua morte.
2010
886531009X
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