Nessuno dei criteri che illustrano la voluntas legis della depenalizzazione delle contravvenzioni del c.p. delineata dalla l. n. 67/2014 – la quiescenza, il c.d. contesto di depenalizzazione e l’obsolescenza/inadeguatezza/intollerabilità delle prospettive di tutela – giustifica la delega di depenalizzare anche i reati dell’art. 659 c.p., che, tutt’al contrario, non sono affatto “desueti” (anzi sono ampiamente applicati) e si protendono verso la tutela di valori di rilievo costituzionale. Sotto quest’ultimo profilo, la l. 67/2014 appare in contrasto persino con la stessa voluntas legislatoris, espressa con il criterio di delega di preservare dalla “degradazione” i reati in materia di “ambiente, paesaggio e territorio”. L’inserimento dell’art. 659 c.p. nel novero delle contravvenzioni da depenalizzare sembra costituire dunque l’immancabile effetto “perverso” della tecnica degli elenchi che affligge le “riforme senza riforma” e prospetta una depenalizzazione “apparente”, formale, ineffettiva, “rimozionale”, poco o per nulla deflattiva, obiettivamente “difensiva”/“mistificatoria”, cui il governo non dovrebbe dare seguito.

Depenalizzazione, tranquillità personale e inquinamento acustico. L’art. 659 e la delega per la depenalizzazione delle contravvenzioni del c.p.

LOSAPPIO, Giuseppe
2015

Abstract

Nessuno dei criteri che illustrano la voluntas legis della depenalizzazione delle contravvenzioni del c.p. delineata dalla l. n. 67/2014 – la quiescenza, il c.d. contesto di depenalizzazione e l’obsolescenza/inadeguatezza/intollerabilità delle prospettive di tutela – giustifica la delega di depenalizzare anche i reati dell’art. 659 c.p., che, tutt’al contrario, non sono affatto “desueti” (anzi sono ampiamente applicati) e si protendono verso la tutela di valori di rilievo costituzionale. Sotto quest’ultimo profilo, la l. 67/2014 appare in contrasto persino con la stessa voluntas legislatoris, espressa con il criterio di delega di preservare dalla “degradazione” i reati in materia di “ambiente, paesaggio e territorio”. L’inserimento dell’art. 659 c.p. nel novero delle contravvenzioni da depenalizzare sembra costituire dunque l’immancabile effetto “perverso” della tecnica degli elenchi che affligge le “riforme senza riforma” e prospetta una depenalizzazione “apparente”, formale, ineffettiva, “rimozionale”, poco o per nulla deflattiva, obiettivamente “difensiva”/“mistificatoria”, cui il governo non dovrebbe dare seguito.
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