La questione del controllo di costituzionalità delle leggi si traduce anche in una salvaguardia non solo della sovranità dello Stato, ma proprio del rapporto tra poteri costituiti e di come questi ultimi interagiscano quali emanazione della sovranità popolare. Si tratta di un problema rilevante e centrale nell’ambito della teoria dell’interpretazione, ma non si può trascurare il fatto secondo cui proprio il controllo di costituzionalità si ricolleghi al ruolo del politico nel consolidare i principi costituzionali, condizione questa che è effettiva, solo quando appunto il potere politico attui la Costituzione nelle sue linee programmatiche e nei suoi fondamenti assiologici. In fondo il ricorso alla giurisdizione costituzionale rende certa la natura del diritto, se la si intende quale tipizzazione, nel modo in cui venne interpretata da Georg Jellinek: concetto questo a cui l’autore tedesco contrapponeva l’individuazione di una empiricità emergente, in via induttiva, attraverso la comparazione. Si è così cercato in questo studio di enucleare, partendo proprio dal particolare, un valore empirico universale della giurisdizione costituzionale: valore che si ritiene essere quel controllo in realtà diretto – attraverso l’opera ermeneutica esercitata dalla giurisdizione costituzionale che sindaca l’illegittimità costituzionale di una norma per affermare il principio di applicazione della legalità alla legislazione, con il fine di tutelare la Costituzione nei suoi principi fondamentali –, ad arginare e quasi a “sospendere” il politico nella sua funzione legislativa ed esecutiva. Se infatti non si presuppone un tale tipo di controllo (in questa sede inteso anche come Steuerung, cioè “guida, comando”), che può divenire, per esempio in Brasile, una sorta di impulso nei confronti del politico affinché attui la Costituzione, la stessa carta costituzionale rischierebbe di perdere la sua qualità di Staatsgrundbegriff, fondante l’ordinamento giuridico dello Stato; ordinamento che è valido, nei suoi profili politici, solo nel rispetto della legittimità della Costituzione. Per tale ragione e con finalità epistemologiche, non soltanto teorico-generali, ma anche di approccio metodologico al diritto costituzionale, italiano e comparato, si è proceduto nel corso dell’indagine sul concetto di omissione legislativa.

Sull'omissione legislativa come ipotesi di controllo del politico. Profili teorico-giuridici e comparati

LONGO, GIANFRANCO
2006

Abstract

La questione del controllo di costituzionalità delle leggi si traduce anche in una salvaguardia non solo della sovranità dello Stato, ma proprio del rapporto tra poteri costituiti e di come questi ultimi interagiscano quali emanazione della sovranità popolare. Si tratta di un problema rilevante e centrale nell’ambito della teoria dell’interpretazione, ma non si può trascurare il fatto secondo cui proprio il controllo di costituzionalità si ricolleghi al ruolo del politico nel consolidare i principi costituzionali, condizione questa che è effettiva, solo quando appunto il potere politico attui la Costituzione nelle sue linee programmatiche e nei suoi fondamenti assiologici. In fondo il ricorso alla giurisdizione costituzionale rende certa la natura del diritto, se la si intende quale tipizzazione, nel modo in cui venne interpretata da Georg Jellinek: concetto questo a cui l’autore tedesco contrapponeva l’individuazione di una empiricità emergente, in via induttiva, attraverso la comparazione. Si è così cercato in questo studio di enucleare, partendo proprio dal particolare, un valore empirico universale della giurisdizione costituzionale: valore che si ritiene essere quel controllo in realtà diretto – attraverso l’opera ermeneutica esercitata dalla giurisdizione costituzionale che sindaca l’illegittimità costituzionale di una norma per affermare il principio di applicazione della legalità alla legislazione, con il fine di tutelare la Costituzione nei suoi principi fondamentali –, ad arginare e quasi a “sospendere” il politico nella sua funzione legislativa ed esecutiva. Se infatti non si presuppone un tale tipo di controllo (in questa sede inteso anche come Steuerung, cioè “guida, comando”), che può divenire, per esempio in Brasile, una sorta di impulso nei confronti del politico affinché attui la Costituzione, la stessa carta costituzionale rischierebbe di perdere la sua qualità di Staatsgrundbegriff, fondante l’ordinamento giuridico dello Stato; ordinamento che è valido, nei suoi profili politici, solo nel rispetto della legittimità della Costituzione. Per tale ragione e con finalità epistemologiche, non soltanto teorico-generali, ma anche di approccio metodologico al diritto costituzionale, italiano e comparato, si è proceduto nel corso dell’indagine sul concetto di omissione legislativa.
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