La ricerca prende le mosse dall’avvertita opportunità di guardare l’ordinamento dell’Unione europea attraverso gli occhi dei cittadini, e di valutare la sua incidenza sulla vita dei singoli. Nella diversa ed “invertita” lettura del fenomeno della integrazione europea che si propone, il principio della tutela giurisdizionale effettiva assicurato dall’ordinamento dell’Unione alle persone fisiche e giuridiche è considerato quale parametro di riferimento (non assoluto ma senz’altro) privilegiato per poter valutare l’effettività dell’intero sistema. Pertanto, lo studio porta avanti una indagine parallela: attraverso una più dettagliata disamina delle modalità attraverso la quali la tutela individuale si realizza, esso cerca di volta in volta di considerarne i riflessi nel più ampio sistema dell’Unione e di testarne l’effettività, giungendo a conclusioni di volta in volta diverse a seconda del contesto di riferimento. L’indagine si svolge su piani differenti, in coerenza con il sistema multilivello di protezione delle situazioni giuridiche soggettive di matrice europea disegnato dal sistema giuridico di riferimento. I risultati della ricerca conducono a ritenere che l’effettività dell’ordinamento dell’Unione europea, valutata attraverso la lente della protezione giurisdizionale, opera in modo pluridirezionale: a livello domestico (del singolo ordinamento nazionale) attraverso l’interpretazione creativa del diritto nazionale, plasmato secondo le esigenze dell’ordinamento dell’Unione; a livello dell’Unione, attraverso i ricorsi che garantiscono un accesso diretto alla tutela giurisdizionale; ancora a livello domestico (ma in maniera uniforme in tutti gli ordinamenti nazionali) per via degli interventi di normative di diritto derivato di ultima generazione nel settore del diritto processuale civile. Ulteriori nuovi profili evolutivi si preannunciano a seguito della adesione dell’Unione europea alla Convezione di Roma del 1950. Nel corso di tutta l’indagine emerge, oltre alla crescente attenzione all’individuo, il mutevole ruolo assegnato dall’ordinamento dell’Unione europea al giudice statale comune, chiamato non solo a svolgere un’attività ermeneutica tesa ad armonizzare il diritto interno con quello sovranazionale, ma talvolta anche ad assumere un ruolo di “meccanico applicatore” di procedimenti confezionati al di fuori del proprio ordinamento. In quest’ottica sembra dunque che la forza espansiva del diritto dell’Unione europea sia tale da potersi affermare anche senza la attività interpretativa dei giudici interni.

La tutela giurisdizionale nell'Unione europea tra effettività del sistema e garanzie individuali

ROMITO, Angela Maria
2015-01-01

Abstract

La ricerca prende le mosse dall’avvertita opportunità di guardare l’ordinamento dell’Unione europea attraverso gli occhi dei cittadini, e di valutare la sua incidenza sulla vita dei singoli. Nella diversa ed “invertita” lettura del fenomeno della integrazione europea che si propone, il principio della tutela giurisdizionale effettiva assicurato dall’ordinamento dell’Unione alle persone fisiche e giuridiche è considerato quale parametro di riferimento (non assoluto ma senz’altro) privilegiato per poter valutare l’effettività dell’intero sistema. Pertanto, lo studio porta avanti una indagine parallela: attraverso una più dettagliata disamina delle modalità attraverso la quali la tutela individuale si realizza, esso cerca di volta in volta di considerarne i riflessi nel più ampio sistema dell’Unione e di testarne l’effettività, giungendo a conclusioni di volta in volta diverse a seconda del contesto di riferimento. L’indagine si svolge su piani differenti, in coerenza con il sistema multilivello di protezione delle situazioni giuridiche soggettive di matrice europea disegnato dal sistema giuridico di riferimento. I risultati della ricerca conducono a ritenere che l’effettività dell’ordinamento dell’Unione europea, valutata attraverso la lente della protezione giurisdizionale, opera in modo pluridirezionale: a livello domestico (del singolo ordinamento nazionale) attraverso l’interpretazione creativa del diritto nazionale, plasmato secondo le esigenze dell’ordinamento dell’Unione; a livello dell’Unione, attraverso i ricorsi che garantiscono un accesso diretto alla tutela giurisdizionale; ancora a livello domestico (ma in maniera uniforme in tutti gli ordinamenti nazionali) per via degli interventi di normative di diritto derivato di ultima generazione nel settore del diritto processuale civile. Ulteriori nuovi profili evolutivi si preannunciano a seguito della adesione dell’Unione europea alla Convezione di Roma del 1950. Nel corso di tutta l’indagine emerge, oltre alla crescente attenzione all’individuo, il mutevole ruolo assegnato dall’ordinamento dell’Unione europea al giudice statale comune, chiamato non solo a svolgere un’attività ermeneutica tesa ad armonizzare il diritto interno con quello sovranazionale, ma talvolta anche ad assumere un ruolo di “meccanico applicatore” di procedimenti confezionati al di fuori del proprio ordinamento. In quest’ottica sembra dunque che la forza espansiva del diritto dell’Unione europea sia tale da potersi affermare anche senza la attività interpretativa dei giudici interni.
2015
978-88-6611-436-9
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