In questo lavoro, vengono riportate le esperienze cliniche e di diagnostica di laboratorio relative alle infezioni da Circovirus nei volatili d’affezione. Nella maggior parte dei casi di infezione osservati, mancavano le tipiche lesioni alle penne classicamente descritte in caso di infezione da Circovirus ed il piumaggio risultava inalterato. Non sono state mai riscontrate inoltre lesioni a carico del becco. Al contrario, in volatili privi di alterazioni del piumaggio ed in cui Circovirus veniva ricercato per uno stato di sospetta immunodepressione, in quanto si evidenziavano sintomi aspecifici come debolezza e abbattimento ed una maggiore suscettibilità ad infezioni secondarie di natura batterica o parassitaria, la percentuale di positività all’infezione risultava elevata. La diagnosi di laboratorio è stata ottenuta mediante PCR, a partire da penne, feci o, nei soggetti deceduti, campioni d’organo. Tra i campioni analizzati, le penne si sono rivelate particolarmente utili ed attendibili a fini diagnostici permettendo agevolmente la diagnosi in vivo, anche nei casi in cui le lesioni del piumaggio erano completamente assenti. Attualmente, vista la mancata disponibilità di un vaccino commerciale, il controllo dell’infezione è affidato al monitoraggio dei volatili prima di ogni spostamento ed introduzione in un nuovo gruppo. Allo scopo, il test in PCR a partire dalle penne rappresenta un metodo non invasivo per l’animale ma soprattutto efficace ed affidabile anche in assenza di alterazioni esteriori a carico del piumaggio e del becco che inducano a sospettare l’infezione.

Infezioni da Circovirus nei volatili d'affezione: approccio diagnostico clinico e molecolare

CIRCELLA, ELENA;Pugliese N;CAMARDA, Antonio
2012

Abstract

In questo lavoro, vengono riportate le esperienze cliniche e di diagnostica di laboratorio relative alle infezioni da Circovirus nei volatili d’affezione. Nella maggior parte dei casi di infezione osservati, mancavano le tipiche lesioni alle penne classicamente descritte in caso di infezione da Circovirus ed il piumaggio risultava inalterato. Non sono state mai riscontrate inoltre lesioni a carico del becco. Al contrario, in volatili privi di alterazioni del piumaggio ed in cui Circovirus veniva ricercato per uno stato di sospetta immunodepressione, in quanto si evidenziavano sintomi aspecifici come debolezza e abbattimento ed una maggiore suscettibilità ad infezioni secondarie di natura batterica o parassitaria, la percentuale di positività all’infezione risultava elevata. La diagnosi di laboratorio è stata ottenuta mediante PCR, a partire da penne, feci o, nei soggetti deceduti, campioni d’organo. Tra i campioni analizzati, le penne si sono rivelate particolarmente utili ed attendibili a fini diagnostici permettendo agevolmente la diagnosi in vivo, anche nei casi in cui le lesioni del piumaggio erano completamente assenti. Attualmente, vista la mancata disponibilità di un vaccino commerciale, il controllo dell’infezione è affidato al monitoraggio dei volatili prima di ogni spostamento ed introduzione in un nuovo gruppo. Allo scopo, il test in PCR a partire dalle penne rappresenta un metodo non invasivo per l’animale ma soprattutto efficace ed affidabile anche in assenza di alterazioni esteriori a carico del piumaggio e del becco che inducano a sospettare l’infezione.
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