La liquidazione una società di capitali fornisce impulso ad un processo di disgregazione e defunzionalizzazione del suo patrimonio gravido di conseguenze fiscali. Essa si articola una serie di atti che, in quanto ordinati alla definizione dei rapporti economici ancora pendenti e alla distribuzione ai soci dell’eventuale attivo residuo, assumono rilievo nella disciplina di plurimi tributi e, in specie, ai fini reddituali. La pubblicazione passa in rassegna profili non del tutto chiariti dalla dottrina, quali l’emersione di valori latenti, il delicato riparto di responsabilità tra chi ha amministrato l’ente nelle fasi antecedenti al verificarsi della causa di scioglimento e chi è chiamato a gestirlo durante la fase liquidatoria, nonchè i riflessi che l’estinzione della società ai fini civilistici riverbera sulle obbligazioni tributarie non soddisfatte o rispetto alle quali non sia ancora decaduta l’azione accertatrice. Emerge, dall'analisi, una disciplina pervasa dalla preoccupazione di limitare, per quanto possibile, la sottrazione di garanzie al Fisco e la discrezionalità del liquidatore. Ma anche il sospetto che l’interesse fiscale permei la disciplina del rapporto tra Fisco e contribuente in modo differente a seconda delle situazioni: ispirando intransigenza e cautela nella fase statica del rapporto e favorendo, di contro, il superamento degli schemi ordinari dell’accertamento e della riscossione dei tributi nella sua fase dinamica.

I profili fiscali delle liquidazioni volontarie delle società di capitali

SELICATO, GIANLUCA
2010

Abstract

La liquidazione una società di capitali fornisce impulso ad un processo di disgregazione e defunzionalizzazione del suo patrimonio gravido di conseguenze fiscali. Essa si articola una serie di atti che, in quanto ordinati alla definizione dei rapporti economici ancora pendenti e alla distribuzione ai soci dell’eventuale attivo residuo, assumono rilievo nella disciplina di plurimi tributi e, in specie, ai fini reddituali. La pubblicazione passa in rassegna profili non del tutto chiariti dalla dottrina, quali l’emersione di valori latenti, il delicato riparto di responsabilità tra chi ha amministrato l’ente nelle fasi antecedenti al verificarsi della causa di scioglimento e chi è chiamato a gestirlo durante la fase liquidatoria, nonchè i riflessi che l’estinzione della società ai fini civilistici riverbera sulle obbligazioni tributarie non soddisfatte o rispetto alle quali non sia ancora decaduta l’azione accertatrice. Emerge, dall'analisi, una disciplina pervasa dalla preoccupazione di limitare, per quanto possibile, la sottrazione di garanzie al Fisco e la discrezionalità del liquidatore. Ma anche il sospetto che l’interesse fiscale permei la disciplina del rapporto tra Fisco e contribuente in modo differente a seconda delle situazioni: ispirando intransigenza e cautela nella fase statica del rapporto e favorendo, di contro, il superamento degli schemi ordinari dell’accertamento e della riscossione dei tributi nella sua fase dinamica.
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