Il lavoro si propone di indagare, in primo luogo, il rilevante impatto sistematico dell’istituto, che si caratterizza per un regime normativo dal contenuto fortemente innovativo sia per tutta la materia successoria sia per la materia contrattuale. La nuova disciplina - che, nelle intenzioni del legislatore, è finalizzata a risolvere gli ardui e spinosi problemi connessi alla successione nei beni produttivi (aziende e partecipazioni societarie) – sembra, infatti, impattare in modo altamente innovativo, quando non dirompente, su regole e principi consolidati del nostro diritto successorio, ma, a causa della sua non sempre chiara fattura tecnica, favorisce il proliferare di una amplissima congerie di dubbi e di conseguenti opzioni interpretative. In particolare l’opera tratta i punti salienti della nuova disciplina che, sul piano del diritto successorio, oltre che incidere per disposizione espressa sul divieto dei patti successori, deroga al principio dell’unitarietà della successione mortis causa, disattiva, relativamente ai beni oggetto del patto, i meccanismi della collazione e della riduzione e modifica l’ordinaria conformazione dei diritti di riserva, sottraendoli al principio della legittima in natura (con la conversione del diritto alla riserva in diritto ad un valore) ed al principio che individua nell’apertura della successione il momento della loro quantificazione. Allo stesso modo, sul versante del diritto dei contratti, essa sembra poter derogare al principio di relatività che governa l’efficacia del contratto ed introdurre rilevanti eccezioni in tema di scioglimento negoziale dei contratti ad immediata efficacia traslativa. Il volume si prefigge, inoltre, di fare luce sui profili strutturali e funzionali del patto di famiglia, nella convinzione che il loro approfondimento possa giovare al conseguimento di una più piena comprensione della novella figura contrattuale, essendo essi intimamente collegati a due dei connotati più salienti del nuovo istituto: la «specificità» del suo oggetto e la sua tendenziale «definitività». In questa prospettiva, in considerazione del profilo funzionale e della varietà di interessi che il patto è destinato a regolare, si accoglie e sviluppa una ricostruzione metodologica in chiave procedimentale del patto di famiglia, che tenga conto dei diversi momenti del patto, - da quello della formazione e condivisione delle scelte a quello della sua esecuzione, fino a giungere al momento della gestione delle sopravvenienze e a quello della utilizzabilità dei rimedi – e si dimostri in grado di superare le difficoltà interpretative che pone l’applicazione della nuova disciplina.

VOLPE F. (2011), IL PATTO DI FAMIGLIA

VOLPE, Fabrizio
2011

Abstract

Il lavoro si propone di indagare, in primo luogo, il rilevante impatto sistematico dell’istituto, che si caratterizza per un regime normativo dal contenuto fortemente innovativo sia per tutta la materia successoria sia per la materia contrattuale. La nuova disciplina - che, nelle intenzioni del legislatore, è finalizzata a risolvere gli ardui e spinosi problemi connessi alla successione nei beni produttivi (aziende e partecipazioni societarie) – sembra, infatti, impattare in modo altamente innovativo, quando non dirompente, su regole e principi consolidati del nostro diritto successorio, ma, a causa della sua non sempre chiara fattura tecnica, favorisce il proliferare di una amplissima congerie di dubbi e di conseguenti opzioni interpretative. In particolare l’opera tratta i punti salienti della nuova disciplina che, sul piano del diritto successorio, oltre che incidere per disposizione espressa sul divieto dei patti successori, deroga al principio dell’unitarietà della successione mortis causa, disattiva, relativamente ai beni oggetto del patto, i meccanismi della collazione e della riduzione e modifica l’ordinaria conformazione dei diritti di riserva, sottraendoli al principio della legittima in natura (con la conversione del diritto alla riserva in diritto ad un valore) ed al principio che individua nell’apertura della successione il momento della loro quantificazione. Allo stesso modo, sul versante del diritto dei contratti, essa sembra poter derogare al principio di relatività che governa l’efficacia del contratto ed introdurre rilevanti eccezioni in tema di scioglimento negoziale dei contratti ad immediata efficacia traslativa. Il volume si prefigge, inoltre, di fare luce sui profili strutturali e funzionali del patto di famiglia, nella convinzione che il loro approfondimento possa giovare al conseguimento di una più piena comprensione della novella figura contrattuale, essendo essi intimamente collegati a due dei connotati più salienti del nuovo istituto: la «specificità» del suo oggetto e la sua tendenziale «definitività». In questa prospettiva, in considerazione del profilo funzionale e della varietà di interessi che il patto è destinato a regolare, si accoglie e sviluppa una ricostruzione metodologica in chiave procedimentale del patto di famiglia, che tenga conto dei diversi momenti del patto, - da quello della formazione e condivisione delle scelte a quello della sua esecuzione, fino a giungere al momento della gestione delle sopravvenienze e a quello della utilizzabilità dei rimedi – e si dimostri in grado di superare le difficoltà interpretative che pone l’applicazione della nuova disciplina.
978-88-495-2203-7
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